NEGOZI A TEMPO CONTRO LE TROPPE SARACINESCHE ABBASSATE A SULMONA

Il “temporary shop” per risolvere il problema delle eccessive chiusure dei negozi nel centro storico a Sulmona. E’ la proposta che la Confesercenti sottopone al vaglio dell’amministrazione comunale, in quanto si contano troppe saracinesche chiuse nel cuore antico della città, 37 nel 2014 e 29 nel 2013, a fonrte di poche aperture di nuove attività commerciali. Il progetto “Negozi a tempo”, con una durata stabilita in anticipo, consiste, come spiega il vicepresidente provinciale della Confesercenti, Pietro Leonarduzzi, insieme al direttore del Cescot Officina dei Sapori, Angelo Pellegrino, nel fatto che “dovrebbero essere gestiti dal Comune, dalle Organizzazioni d’imprese, dalle Associazioni dei piccoli proprietari e dalla Camera di Commercio, con una formula semplice e dinamica: il proprietario mette a disposizione gli spazi. Il Comune e gli altri partner gestiscono la parte finanziaria e giuridica, stipulando i contratti per la cessione dell’immobile, per un periodo da uno a tre mesi. I commercianti e le Associazioni usufruiscono degli spazi: anche in piccoli gruppi, creando una rete e pubblicizzando prodotti ed eventi attraverso un’adeguata ed incisiva azione di marketing. Il risultato atteso è, soprattutto, la rivitalizzazione del Centro storico e di altre areestrategiche della Città”. Secondo gli organizzatori si tratta di “Un intervento utile per riempire i negozi sfitti nel Centro storico e scongiurare così la desertificazione delle zone più a rischio. È un’azione molto diffusa nel nord Europa e negli Stati Uniti. In Italia le prime attività sono state fatte dal Comune di Genova e da Bologna; molti altri si stanno organizzando. In sostanza, in un contesto generale di crisi economica, questa formula commerciale può costituire un modo innovativo per presentare nuovi prodotti e servizi in grado di intercettare il consumatore e di contrastare il calo significativo delle vendite. Il “Temporary shop” può anche rappresentare l’occasione per tenere aperti immobili commerciali in attesa di un insediamento stabile di un’attività economica; quindi utile strumento per assicurare la competitività delle varie aree della Città.”

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