METANODOTTO, COMITATI “CON LA LEGGE LA REGIONE HA UNO STRUMENTO IN PIU’ PER DIRE NO”

In vista dell’incontro, convocato per il 10 giugno prossimo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, “la Regione Abruzzo potrà far valere anche la nuova legge, in aggiunta ad altre importanti disposizioni a tutt’oggi rimaste inattuate (come la risoluzione parlamentare e la  norma regionale che regola il confronto con il Governo nazionale) per esigere  l’istituzione di un tavolo tecnico e tempi adeguati per  la valutazione di proposte alternative rispetto al progetto della Snam.” E’ quanto sostengo i comitati sulmonesi per la salvaguardia dell’ambiente, che esprimono soddisfazione per l’approvazione martedi scorso in Consiglio regionale della nuova legge sulla localizzazione delle centrali di compressione e sulle distanze minime dei metanodotti dai fabbricati. “Per l’impegno di tutti i gruppi consiliari, in particolare del Presidente della Commissione Territorio e Ambiente Pierpaolo Pietrucci, che è anche stato relatore della proposta, del consigliere del nostro territorio Andrea Gerosolimo, anche per il supporto dato dalle sue segreterie.”. Continua la battaglia contro “il devastante progetto della Snam relativo alla centrale di compressione di Sulmona e al mega gasdotto che dovrebbe interessare le aree più sismiche dell’Appennino, tra cui la Valle Peligna e gran parte dell’Aquilano. In ottemperanza a quanto già previsto dal piano regionale sulla qualità dell’aria, la legge stabilisce che le centrali di compressione possono essere collocate solo nelle aree industriali, dove però “l’impatto ambientale e il rischio sismico sono minori”. “La nuova normativa  fa propria un’esigenza più ampia che va oltre il progetto Snam perché stabilisce adeguate distanze di sicurezza dei metanodotti dai fabbricati, rispondendo, in tal modo, a una situazione di urgenza per la salvaguardia della salute e dell’incolumità dei cittadini, dopo l’ esplosione del metanodotto di Mutignano di Pineto che ha causato  diversi feriti e danni notevoli alle abitazioni e a quant’altro presente nel raggio ricompreso dall’esplosione.

Il drammatico evento ha dimostrato l’inadeguatezza grave delle disposizioni nazionali sulle distanze minime di sicurezza, tale da violare il diritto fondamentale alla tutela della salute riconosciuto dall’articolo 32 della Costituzione.

La nuova legge non riguarda solo i metanodotti, ma colma una lacuna della legge nazionale vigente anche rispetto alle distanze di sicurezza delle centrali di compressione e regola il caso particolare delle condotte di metano tra loro contigue che possono dare luogo a fenomeni esplosivi e cumulativi da effetto domino.

Infatti, rispetto alla normativa nazionale, la legge regionale estende le distanze di sicurezza sulla base del diametro delle condotte e della loro pressione di esercizio, tutelando gli  agglomerati di fabbricati inferiori a 300 abitanti, i fabbricati d’uso collettivo (ospedali, supermercati…), i fabbricati isolati, affermando, così, che anche una sola vita umana va difesa.

I comitati auspicano che, nel processo giudiziario che sarà avviato dopo l’incidente al metanodotto di Mutignano di Pineto, la Regione vi si inserisca e sollevi il problema dell’incostituzionalità delle norme nazionali che non possono stabilire parametri di tutela sulla base del numero di persone da salvaguardare.”