PUNTO NASCITA, PD RISPEDISCE ACCUSE AL COMITATO “DOVE ERAVATE NEL 2010?”

“E chi c’è adesso a protestare che invece risultava assente nel 2010? Semplice: chi è presente oggi è chi già a quei tempi ricopriva il ruolo di amministratore. Non a Sulmona, ovviamente. Consigliere La Civita (FI) lei lo ricorda?”. Esce dal silenzio il Pd sulmonese e risponde alle accuse del Comitato, che sta occupando da diciotto giorni l’aula consiliare contro la chiusura del punto nascita e che se la prende con il sindaco e il suo partito. Sottolineano, ripercorrendo la vicenda, che la soppressione dei punti nascita arriva da lontano, passando per  il Commissario Gianni Chiodi che nel 2012 avviò  il processo che coinvolge oggi la città di Sulmona e tutta la sua cittadinanza, il segretario cittadino del Partito Democratico, Fabio Ranalli, insieme ai consiglieri comunali del Partito, Alessio Di Masci e Maria Ciampaglione, affermano che  “sin dall’inizio della vicenda, che non risale ad una settimana fa, non risale ad un mese fa e nemmeno ad un anno fa, piuttosto al 2010, l’opinione del Partito Democratico di Sulmona è sempre stata questa e non è mai cambiata”.

LA REPLICA

Replicano poi al Comitato: “quando succedeva tutto questo e cioè nel 2010 chi rappresentava i cittadini al Comune di Sulmona, alla Provincia, alla Regione, al Governo nazionale?  Quando sono stati pensati e fatti i parametri che oggi il commissario applica cosa è successo? Si, Sulmona scese in piazza ma su iniziativa del centrosinistra, che già da allora denunciò quanto stava accadendo e a cosa avrebbe portato tutto questo, già da allora il PD e le altre forze del centrosinistra si fecero portavoci di questa protesta. Non solo oggi e a scoppio ritardato”. Spiegano, inizialmente, il punto di vista del Pd locale  “Allo stato attuale delle cose nessuno può sottrarsi al tema della razionalizzazione della spesa e dell’offerta di servizi sanitari. In passato si è sbagliato e proprio perché sono state fatte delle scelte sbagliate, oggi siamo nella situazione di non poter più avere il sistema sanitario regionale al quale siamo stati abituati, fatto solo ed esclusivamente di finanziamenti a pioggia. Se da una parte siamo coscienti della situazione in cui ci troviamo, dall’altra riteniamo che qualsiasi tipo di razionalizzazione non possa avvenire attraverso una chiusura dei servizi, non possa rappresentare un depotenziamento delle strutture pubbliche di alcuni territori e non possa non considerare la morfologia dei  territori interessati o le caratteristiche delle popolazioni che abitano quei territori”.

LA VICENDA RISALE AL 2010

Ripercorrono, poi, la vicenda, spiegando che  “Nell’unico atto di programmazione oggi vigente e cioè quello della Giunta Del Turco, era presente un disegno di rete ospedaliera ed erano previsti una serie di nuovi investimenti per gli ospedali. La storia racconta che questi atti sarebbero potuti diventare realtà solo e soltanto se il decreto Bertolaso non avesse dato all’ex Governatore della Regione Gianni Chiodi il potere di rimettere in discussione ciò che Del Turco aveva proposto. E fu così che i soldi e finanziamenti previsti per Sulmona e Castel di Sangro vennero completamente cancellati. Inoltre, nel 2010, fu l’allora  Ministro Fazio a fissare il limite di sicurezza per i punti nascita e nel 2012 fu il Commissario Gianni Chiodi ad iniziare il processo che coinvolge oggi la città di Sulmona e tutta la sua cittadinanza. Qualcuno tra gli esponenti Sulmonesi presenti nei Palazzi romani disse addirittura che avrebbe portato, nella sua terra natìa, l’allora Ministro. Peccato che di Ministri non se ne sono visti mai se non la Lorenzin, lo scorso mese, ma non a Sulmona”.

Aggiungono, inoltre, che “ci si aspetta, a questo punto, che cercando tra i vari articoli presenti online sbuchi fuori qualcosa detta o sussurrata dall’allora amministratore di Roccacasale. Nulla di fatto, ovviamente! Ma tutti tranquilli, dopo sei anni di studio e riflessione dei provvedimenti che i suoi stessi compagni di partito hanno adottato, adesso il Consigliere La Civita ci sta effettivamente dicendo cosa ne pensa di quei famosi provvedimenti firmati centrodestra. E noi del PD siamo veramente felici che lei abbia preso questa decisione, Consigliere.

Le responsabilità sono di molti, ma il Partito Democratico non ci sta a farsi mettere sotto accusa da chi sta utilizzando la questione del Punto Nascita per aumentare il proprio elettorato o per crearselo dal nuovo. Il Sindaco Ranalli si è fatto portavoce delle nostre richieste e proposte e lo continuerà a fare nelle sedi opportune e con i modi opportuni che appartengono al vivere civile, attraverso il dialogo e tenendo ben presente il senso del rispetto della persona.”

Concludono, infine, “a chi oggi è firmatario di comunicati stampa che accusano uno dei pochi partiti, il PD, che sin dall’inizio ha denunciato come pericolosi per il nostro territorio i parametri che erano stati fissati dagli amministratori di allora, diciamo solo: prima di attaccare sarebbe meglio informarsi sulla vera storia di questi provvedimenti, almeno per capire di fianco a chi ci si sta sedendo, e che, comunque, altro non ci saremmo potuti aspettare da movimenti che, a tutti i livelli, ancora non si degnano di fare una proposta che possa considerarsi concreta”.