PSI “I FAS AL PRIVATO. LA REGIONE CREDA NEL PROGETTO DEL COLLETTORE TURISTICO”

La situazione di stand bye in cui ristagna la parte pubblica dei Fas “Valle Peligna”  lascia avanzare il pericolo che “i fondi destinati al progetto pubblico (circa 5 milioni) vengano tagliati dalla programmazione regionale o dirottati verso territori piú forti politicalmente e, di certo, piú pronti progettualmente”. Un timore evidenziato dal Psi sulmonese che non solo invita  i sindaci   “a non intestardirsi a perseguire  una strada piena di ostacoli ma trasferire, responsabilmente,  l’ingente finanziamento a favore dell’imprenditoria privata,  (grande, media e piccola impresa )”, senza però abbandonare la strada pubblica, ma invita “la Regione  a credere nel progetto del collettore turistico, destinando una parte minima del finanziamento peligno alla stesura di un progetto turistico cantierabile (contribuendo, fra l’altro a migliorarlo) ed impegnandosi, moralmente, a finanziarlo immediatamente nelle prime fasi della prossima programmazione comunitaria (sarebbe possibile già nel 2016)”.  Secondo i socialisti  “il quadro della situazione illustrato dal Vice Presidente della Giunta Regionale nell’assemblea pubblica dello scorso 10 febbraio, dipinge uno scenario a dir poco scoraggiante. Sul finanziamento stanziato per la Valle Peligna incombono due pericoli: la data ultima, imposta dall’Europa, del 31 dicembre prossimo per l’appalto dei lavori , la necessità da parte della Regione Abruzzo di definire al piú presto un taglio di circa 100 milioni dal complesso dei FAS regionali (con preferenza per i programmi piú indietro nella loro attuazione e, quindi, piú a rischio di insuccesso finale). Visto lo stato di attuazione delle nostre proposte (siamo ancora nella fase di condivisione con la Regione delle progettazioni preliminari) e visto l’obbligo di presentare progettazioni cantierabili (cioé dotate di tutti i pareri di legge propedeutici alla loro esecuzione) prima di poter firmare l’Accordo di Programma Quadro con Regione e M.I.S.E.  e, cosí, dare seguito alle gare di appalto (con tutti i rischi di impugnazione e contestazione che le stesse possiedono), appare concreto il pericolo”, che si possano perdere 5 milioni. Il Psi auspica “ una premialità a favore dei progetti del settore turistico così da rispettare  il settore strategico individuato dagli enti pubblici. Perdere 5 milioni di euro significherebbe rifiutare finanziamenti per qualche decina di milioni di euro e, quindi, rinunciare a molti posti di lavoro, tradendo il mandato che i cittadini ci hanno assegnato per il governo del territorio”. Aggiunge Pingue che  la Regione Abruzzo “deve assumersi le proprie responsabilità (subito dopo di noi).  Il possibile fallimento del progetto pubblico dipende anche dall’esasperante inerzia regionale che, forse, non ha creduto in un progetto in grado di rappresentare il primo passo di coesione ed offerta turistica territoriale integrata, di cui abbiamo assolutamente bisogno se vogliamo competere con realtà oggi piú attrezzate di noi.”