STALKING, FEMMINICIDIO, INFORMAZIONE: ESPERTI E GIORNALISTI A CONFRONTO PER IL TRENTENNALE INNER WHEEL

Stalking, femminicidio, spettacolarizzazione della notizia, tutela delle vittime di violenza. E’ stato l’argomento al centro del convegno che si è svolto questa mattina nel cinema Pacifico di Sulmona, in occasione dei trent’anni compiuti, proprio oggi, dall’ Inner Wheel, club sulmonese al femminile promotore dell’evento, con il patrocinio del Comune e in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo. Esperti e giornalisti a confronto nella sala di via Roma, in cui è stato ribadito che i casi di violenza sulle donne sono aumentati del 34%, rispetto allo scorso anno, in Valle Peligna, secondo dati analizzati già lo scorso 25 Novembre, durante la Giornata dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne (clicca)63 segnalazioni e 42 persone accolte nella Casa delle Donne a Sulmona (unica struttura di accoglienza temporanea protetta in Abruzzo creata nel 2005) e nel centro antiviolenza “La Libellula” (sportello di ascolto con consulenza psicosociale e legale per donne vittime di violenza istituito nel 2008 dalla Comunità Montana Peligna), entrambi gestiti dalla cooperativa Horizon Service. Un’ interessante riflessione è emersa dagli interventi che si sono susseguiti, moderati dalla giornalista e presidente dell’InnerWheel, Chiara Buccini.

Che c’è ancora molto da fare al riguardo è stato sottolineato dall’assessore comunale e avvocato Enza Giannantonio, in apertura dei lavori, seguita dalla criminologa e psicologa Susanna Loriga, la quale, in un ampio dibattito, in cui ha toccato diversi temi, dallo stalking al femminicidio, citando casi, episodi, polemiche con la stampa, ha tenuto a precisare sia l’importanza della collaborazione con le forze dell’ordine sia l’utilità di parlare dell’argomento, in quanto molte vittime di violenza si sono convinte e sono riuscite a “farsi aiutare”.

A commentare i dati, che parlano dell’aumento dei casi di violenza nel nostro territorio, sono state Laura Di Nicola, assistente sociale e responsabile del Centro Antiviolenza La Libellula e Liliana Caravelli della Cooperativa Horizon, le quali hanno toccato anche la questione della informazione, fatta, a volte, di pregiudizi e stereotipi.  “Un aumento dovuto forse al fatto che le donne sono più consapevoli e si rivolgono ai servizi specifici” hanno detto, affermando che l’85% è di nazionalità italiana, il 51% di loro ha un’occupazione, evidenziando l’effetto devastante della violenza economica e psicologica, il 21% lavora in nero e il 96% delle violenze avvengono tra mura domestiche, cioè in famiglia. “La violenza è trasversale” ha aggiunto, rimarcando quanto devastante e pericoloso sia per una donna subire lo stalking. Hanno, inoltre, tracciato un profilo della donna e vittima insieme a quello dello stalker e di colui che commette violenza, portando in evidenza l’annientamento dell’altro.

Tutti hanno concordato che è errato parlare di “raptus”, come solitamente si usa per gli incidenti di violenza, nei casi di stragi familiari con suicidi oppure di assassini della propria amata, in quanto si tratta di situazioni non casuali, ma che nascono e maturano lentamente sfociando poi nel peggio. Secondo gli esperti presenti non si può nemmeno accostare la parola delitto alla passione o all’amore, perchè chi ama non uccide.  

Sotto accusa la spettacolarizzazione della notizia di cronaca nera. Il presidente Pallotta ha sottolineato il bagaglio di conoscenze e cultura di cui è dotato un giornalista: è questo che fa la differenza in una società odierna, in cui sono tanti i cittadini che si atteggiano a reporter, data la facilità di girare un video con il proprio smartphone di postarlo sui social e di commentarlo. Il giornalista deve riappropriarsi del proprio mestiere, “tornando a studiare, tornando a scuola” ha sostenuto Pallotta nel suo intervento, ribadendo l’esistenza delle regole  di cui la categoria è dotata, nel trattare casi di cronaca nera, di violenza. Cita la carta di Treviso, parlando dei più deboli, dei minori e in questo caso delle donne vittime di violenza. Purtroppo, sono regole che troppo spesso non vengono rispettate.

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