SGARBI INAUGURA LA MOSTRA PER I 90 ANNI DI PALLOZZI

Non è voluto mancare Vittorio Sgarbi ai festeggiamenti del novantesimo compleanno dell’artista sulmonese Gaetano Pallozzi, inaugurando ieri, nel Polo Museale di Santa Chiara, la mostra antologica personale del direttore artistico del Circolo di arte e cultura  “Il Quadrivio”, con  sessanta tra le opere più significative della sua vasta produzione artistica dal 1946 al 2014; (esposizione fino al 28 febbraio). Sgarbi, ormai affezionato a Sulmona e all’<amico Pallozzi>, come ha spesso ribadito durante le sue tante visite in città, soprattutto in qualità di presidente di Giuria del Premio Sulmona, di cui l’artista sulmonese è il direttore artistico, è arrivato con due ore circa di ritardo, giustificato, però, da un importante impegno che lo ha trattenuto a Bologna: la mostra “Da Cimabue e Morandi”, curata dallo stesso critico d’arte . Ha poi simpaticamente invitato tutti i sulmonesi presenti a visitarla, per loro ingresso speciale gratuito.

Sgarbi ha curato anche la prefazione del catalogo della mostra raccontando “Il realismo quotidiano” di Gaetano Pallozzi. Spiegando che la nota più caratteristica e costante nel suo lungo percorso artistico, come nella sua vita, è l’impegno “da intendere non tanto, o non  solo, nel senso di engagment, quindi della militanza politica e civile, che pure c’è stata, in Pallozzi, e in modo niente affatto irrilevante, nel pieno rispetto degli schieramenti, figli bastardi della Guerra Fredda, che contraddistinguono la cultura nazionale dopo il 1945.” Secondo Sgarbi “per Pallozzi l’arte deve servire, ma non necessariamente come pretenderebbero le visioni politiche, che preferirebbero vederla, ricordando la celebre polemica tra Vittorini e Togliatti, suonare il piffero. L’arte deve essere al servizio dell’uomo, mai di un credo, fosse pure un credo artistico“. Aggiunge Sgarbi che “la pittura di Pallozzi rimane fedele al modulo della modernità di provincia, mitigando il rigore realistico con un tocco di naivetè di radice italiana, da Strapaese, che può ricordare il primitivismo di Ottone Rosai. Sulmona come un prima e un dopo, passato e presente, rimane sempre al centro del suo mondo”.

Una targa ricordo è stata donata a Pallozzi dal sindaco, Peppino Ranalli, presente alla cerimonia, moderata da Chiara Buccini, presidente InnerWheel, insieme al vicepresidente del “Quadrivio”, il professor Raffaele Giannantonio, il quale nel suo intervento ha relazionato sulla personalità artistica del pittore sulmonese,  al vicepresidente del Consiglio regionale, Giovanni D’Amico e al collezionista esperto d’arte Eraldo Vinciguerra, che ha consegnato al festeggiato una pergamena, custodita in una preziosa copertina in pelle, proveniente dal governatore di Bassora. Alcune opere del maestro peligno sono esposte  nei paesi del medio oriente, in Siria, Libano e Iraq. Affollato il corridoio dell’ex convento di Santa Chiara: in molti, tra amici, colleghi, simpatizzanti, artisti, hanno voluto celebrare lo speciale compleanno dell’artista, non poco emozionato, di cui colpisce, divenendo elemento emblematico per questa città, la sua tenacia nel difendere e nel far vivere annualmente il “Premio Sulmona”, una della rassegne di arte contemporanea più prestigiose a livello internazionale, che ha superato la quarantunesima edizione.  Diversi i giudizi critici degli esperti per le opere di Pallozzi, il quale  parte da una forte matrice espressionista per approdare ad un realismo del tutto personale nella precisa, quanto accorta, attenzione a ciò che lo circonda: la visione del quotidiano. Non a caso Pallozzi è stato definito, sia pure nella chiara matrice espressionista, “il pittore del quotidiano”. Con circa 350 presenze in mostre nazionali ed internazionali, in quattro Quadriennali,  una nutrita serie di personali, Pallozzi non solo impone la sua personalità artistica, ma diviene protagonista di primo piano del realismo, indagando al di là della cronaca, evidenziando i momenti di costume, della psicologia della persona e del comportamento.

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