CONFRONTO TRA I CANDIDATI PD REGIONALE. RANALLI, PARTITO LOCALE RICOMPATTATO

Confronto questa mattina a Sulmona tra i cinque candidati in corsa alla segreteria del Pd abruzzese nel Congresso  regionale (e primarie) del 1 Marzo. Nella sala del centro celestiniano, si sono susseguiti gli interventi, in ordine di sorteggio, degli aspiranti segretari, che hanno illustrato le linee guida del programma, soffermandosi su quelle legate al territorio del centro Abruzzo. Ha cominciato Andrea Catena, coordinatore della segreteria di Silvio Paolucci, che, conoscendo le questioni del posto, in virtù della sua esperienza di segretario del Pd sulmonese, ha esposto i punti salienti del programma congressuale, con l’idea di “un buon partito in grado di cambiare l’Abruzzo”, come recita il suo slogan. Grintoso il discorso di Alexandra Coppola, vicesegretario Pd regionale, assistente di Yoram Gutgeld consigliere economico di Renzi, unica donna in corsa,  ha premuto, su una maggior presenza da consolidare specialmente nei centri più piccoli, toccando, poi, le diverse problematiche locali, tra cui la tratta Sulmona Roma, con i disagi per i pendolari anche sui prezzi,  la mancanza di opportunità lavorative, lo spopolamento nei paesi, i contratti d’area per un rilancio degli investimenti industriali. Terzo intervento,  quello del chietino 31enne Alessandro Marzoli, vicepresidente vicario del Consiglio comunale di Chieti, eletto nel 2005 e nel 2010, il quale ha ricordato, nell’ esordio, il suo legame affettivo con Sulmona in quanto ex giocatore nella squadra di Basket locale. Ha illustrato la sua idea di partito al servizio del cambiamento, che si mobilità, che punta alla partecipazione alla formazione dei suoi dirigenti, superando il concetto per cui i segretari e i gruppi dirigenti siano scelti per fedeltà a una corrente.Riferimento, poi, alle problematiche del territorio peligno, accennando anche alla battaglia per la permanenza del punto nascita nell’ospedale sulmonese.  Successivamente è stata la volta del candidato, espressione aquilana, Paolo Della Ventura, molisano di origini, l’unico tra i cinque (renziani) ad essere vicinissimo a Pippo Civati, con l’idea di un partito di sinistra che dialoghi con le realtà del territorio, autonomamente rispetto agli orientamenti del nazionale. Ha risposto, (nella seconda tranche di interventi) al commento dello scannese Amedeo Fusco, il quale ha contestato la proposta (tutta aquilana) di una legge regionale per L’Aquila Capoluogo, ritenendola pleonastica, rischiosa per gli aquilani stessi, non condividendo l’idea di ribadire un ruolo che la città ha già e proponendo, invece, incentivi per i piccoli Borghi. Della Ventura, in difesa, ha sottolineato come questa proposta di legge sia stato il cavallo di battaglia del governatore D’Alfonso in campagna elettorale, per cui non arriva solamente dal consigliere regionale aquilano che l’ha scritta. Determinato Marco Rapino, vicesegretario vicario e segretario dei Giovani Democratici, la cui intenzione è quella di  aprire un dibattito forte e costruttivo, sia con i cittadini, sia nel partito, che definisce aperto, concreto e vincente, che sappia confrontarsi con le realtà locali, rompendo i vecchi schemi (in stile renziano), convinto che la forza arrivi dalla gente comune.

Un dibattito, dunque, che ha mostrato nel complesso uno scarso approfondimento delle problematiche di un centro Abruzzo negli ultimi tempi troppo dimenticato dalle istituzioni. In platea  un Circolo peligno ricompattato, con nuovi volti, tra cui qualche transfugo, da destra a sinistra,  e diversi  “come back home” della giovane vecchia guardia, dopo strappi e sfilacciamenti emersi durante le scorse elezioni regionali.

<Negli ultimi anni, infatti, si è acuita la distanza tra la costa e le zone interne. Oggi questo incontro serve anche per far comprendere ai candidati le differenze. Noi come partito abbiamo ricucito i rapporti con tutti i centri del territorio. Oggi c’è un coordinamento di zona del Pd che comprende tutti i segretari del circondario  condividendo un obiettivo. Vogliamo ricucire i rapporti anche con il resto della regione. Chiunque sarà il segretario dovrà esserlo anche di questo territorio, che possa portare i problemi dei nostri paesi sul tavolo regionale e poterli risolvere> ha commentato in un’intervista il segretario del Pd sulmonese, Fabio Ranalli, al tavolo insieme al segretario provinciale del Partito, Mario Mezzetti, al sindaco di Sulmona, Peppino Ranalli, a Bruno Di Masci e Diego Mastrangelo.

foto6

 

Critico il sindaco di Pratola, Antonio De Crescentiis, il quale, a margine del confronto, chiedendo ai candidati il parere riguardo la consulta degli amministratori locali, ha detto che <spesso ci si dimentica di quanto sottolineano i sindaci: ho sempre chiamato, per la mia comunità, ma nessuno ha risposto>. Pone l’accento sull’assenza dei vertici regionali soprattutto nel momento di necessità, citando l’esempio dell’incendio all’azienda pratola di pneumatici in disuso <Nessuno della Regione che ci abbia chiesto cosa servisse. Tante promesse, ma alla fine abbiamo dovuto spendere da soli 100 mila euro per risolvere la situazione, denaro> spiega De Crescentiis <che era destinato a sistemare cinque strade del paese>.

 

foto1   foto4

Catena

 

foto5

Coppola

foto7 foto8 foto9

Marzoli

foto10

Della Ventura

foto11

Rapino

foto12 foto13