TRE ANNI PER OPERAIO CHE INVESTì UNA DONNA DI CASTEL DI SANGRO

Tre anni di carcere e il pagamento di una provvisionale, pari a 210 mila euro, nei confronti dei familiari di una donna di 62 anni, residente a Milano, investita e uccisa da un’auto senza copertura assicurativa mentre era in vacanza nel suo paese di origine Castel di Sangro, nell’estate nel 2010. E’ arrivata oggi la sentenza nel tribunale di Sulmona per Luigi Napolitano 43enne di Qualiano (Na), l’uomo alla guida dell’auto che ha investito la donna. L’operaio, insieme al fratello e a un altro testimone, i quali viaggiavano su un altro veicolo regolarmente assicurato, avrebbe cercato di depistare le indagini facendo credere che l’incidente mortale fosse avvenuto proprio con quest’ultimo mezzo, tentando di scaricare l’onere del risarcimento all’agenzia di assicurazione. Il  giudice Ciro Marsella, decidendo, inoltre, il risarcimento, che sarà calcolato in separata sede, ha rimesso agli atti alla Procura, su richiesta del pubblico ministero, affinchè apra un nuovo procedimento giudiziario, mettendo sotto inchiesta, con l’accusa di favoreggiamento, sia il fratello dell’imputato, sia il collega di lavoro, i quali avrebbero contribuito ad alterare la scena dell’incidente. I fatti risalgono al 3 agosto 2010, quando Marisa Marchionna fu investita e uccisa mentre attraversava la strada, via La Corce, dietro l’ospedale. L’uomo alla guida, che dalle analisi era risultato essere sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, al momento del fatto si stava dirigendo sul posto di lavoro, insieme al fratello e al collega, i quali viaggiavano su un’altra auto.  Dopo l’incidente, l’operaio, resosi conto probabilmente della gravità della situazione, si era allontanato velocemente per poi ritornare in un secondo momento, dopo aver portato via il mezzo con cui ala donna era stata investita. Sul posto erano rimasti il fratello e il collega, i quali tentarono di far credere ai carabinieri, arrivati subito, che l’incidente era avvenuto con la loro auto. Mezzo su cui, però, non risultavano i segni dell’impatto, secondo i carabinieri. L’altro veicolo, infatti, fu ritrovato quasi subito, poco distante dal luogo in cui la donna era stata investita e uccisa.