PD, A VOLTE RITORNANO

Ci pensano. I dissidenti di “Sulmona Democratica”, quelli dell’altro Pd, per intenderci, starebbero ponderando, in questi giorni, l’intenzione di tornare nel Partito Democratico, quello ufficiale, quello delle fughe di massa, degli strappi significativi, ma anche quello dei grandi ritorni. Come aveva fatto in extremis il socialista Marinucci, oggi vicesindaco, come ha fatto il primo cittadino, ex Idv e candidato sindaco con lista civica, come sarebbe nelle mire di alcuni Consiglieri comunali di maggioranza eletti nelle liste civiche. Idea che sembrerebbe ribollire nei pensieri e animerebbe gli incontri anche dei cosìdetti dissidenti. Infondo, come affermano alcuni esponenti di Sd, “ci siamo sempre dichiarati del Pd”. Non tutti però sarebbero animati da questa voglia di tornare “a casa”. Qualche voce fuori coro, qualche perplessità che arrovella i dubbi e frena dichiarazioni ufficiali. Si discute di un ipotetico rientro durante le riunioni, nelle assemblee, in vista del Congresso del circolo sulmonese del Pd, che dovrà tenersi entro il prossimo 6 Novembre per scegliere il segretario che succederà a Roberto Spinosa. “Semmai dovesse esserci un passaggio non sarà individuale, ma in blocco” afferma Giovanni Mastrogiovanni, alla guida di Sulmona Democratica, il quale non nega che un ritorno nel Partito Democratico sia argomento di discussione. “Per tornare oggi nel partito, qualcosa deve essere cambiato” dice Mimmo Di Benedetto, alludendo a quella gestione stretta e ristretta nelle mani di poche persone, a detta loro, che li aveva fatti allontanare. “Se le condizioni nel Pd sono diverse si valuterà” precisa telegraficamente Di Benedetto, senza dilungarsi troppo nelle risposte alle nostre domande.

La rottura con il Pd sulmonese, pur restandone aderenti, risale a due anni fa. Si dissociavano dalla gestione del vecchio direttivo, lasciando che la catena perdesse gli anelli, ponendo fine alle difficoltà di convivenze interne, dichiarandolo a gran voce dopo aver tentato di ricucire strappi e rimediare l’irrimediabile, arrivando, poi, dopo una serie di peripezie, tra primarie bis fatte di passi indietro, rinunce e cieli grigi, a correre con una propria lista alle scorse amministrative , in appoggio al candidato sindaco Di Benedetto (poi improvvisamente deceduto durante la campagna elettorale), in antitesi alla lista del Pd che appoggiava l’attuale sindaco Ranalli. Risultato: l’elezione del consigliere comunale Mimmo Di Benedetto, oggi tra le fila della minoranza.  Gli elettori, poi, dal canto loro, spinti dalla fatidica domanda del “cosa succederà se”, potrebbero trovare risposte, forse, in tentativi di scissione tra linea politica e amministrazione. Per ora resta doveroso il condizionale, in quanto nulla è certo e restano aperte le ipotesi.

A rendere ancora labile una decisione di polso che li porterebbe a bussare a quella porta (spesso chiusa) in Corso Ovidio, potrebbe essere il timore di doversi ritrovare nuovamente alle prese con numeri di tessere e modi di effettuare tesseramenti. Come gli agricoltori che in autunno arano e rivoltano la terra per preparala alla nuova semina. Chissà che darà nuovi frutti. Che poi bisognerà spiegare ai propri elettori che potrebbero ritrovare, alla fine, chi avevano scartato mentre segnavano la croce nelle urne, quella è un’altra storia.