FEMMINICIDIO, PER LA DIFESA: “UN RAPTUS”

AGGIORNAMENTO – Un raptus sarebbe all’origine del femminicidio avvenuto ieri sera a Pescina, davanti a un supermercato, dove Veli Selmanaj, 46enne kosovaro, ha ucciso a colpi di pistola l’ex moglie Fatime di 45 anni e una delle figlie di 21, Senade. E’ quanto sostiene il suo legale, l’avvocato Davide Baldassarre. Stando a quanto riferito all’Agi dal professionista, l’uomo avrebbe incontrato le due donne all’esterno del supermercato Todi’s cercando di chiarire le accuse che da due anni e mezzo gli muovevano, in particolare Senade ed un’altra figlia. Accuse di abusi sessuali che – ha detto l’avvocato – Selmanaj ha sempre respinto, tanto che per dimostrare la sua innocenza e l’attaccamento ai figli nell’udienza preliminare gia’ fissata al prossimo 28 novembre non aveva alcuna intenzione di patteggiare. La discussione familiare sarebbe poi degenerata e il kosovaro avrebbe estratto la pistola sparando. Selmanaj non ricorda quanti colpi ha esploso e se si sia disfatto di altri proiettili. Il gip del Tribunale di Avezzano aveva emesso nei suoi confronti un provvedimento cautelare di allontanamento dalla famiglia che, a detta dell’avvocato, il suo assistito ha sempre rispettato. Le accuse di abusi sessuali le avrebbe vissute con estrema pesantezza e con il rammarico di non poter vedere i figli piu’ piccoli ai quali era molto legato. Uno stato di prostrazione aggravato dalla perdita del posto di lavoro nella Marsica come bracciante agricolo che lo aveva spinto a trasferirsi in Germania in cerca di migliori fortune. Selmanaj era giunto in Italia dopo aver abbandonato il Kosovo insanguinato dalla guerra nella quale aveva perso il padre. Essendo il figlio piu’ grande ha dovuto badare ai sui fratelli e a sua madre, invalida. “Qualcuno si prenda cura di lei”, ha detto ieri in lacrime ai magistrati di Avezzano che lo interrogavano. Per ora l’uomo e’ accusato di duplice omicidio, porto e detenzione abusiva di arma da fuoco. Questi, al momento, i reati che gli vengono contestati nell’atto di incarico peritale. Intanto, mentre le autopsie su mamma e figlia sono ancora in corso nell’ospedale di Avezzano, il capo di imputazione potrebbe essere modificato, probabilmente con una serie di aggravanti, in sede di convalida dell’arresto che il gip deve ancora disporre.

 

IL FATTO

Il duplice femminicidio si e’ consumato all’esterno del superdiscount Todis, in localita’ Terramozza, dove le due donne si erano recate per fare la spesa. Da una prima ricognizione sui corpi effettuata dal medico legale Paolo Agnifili, i colpi di pistola hanno attinto le vittime al torace: tre hanno colpito la ragazza e uno la madre. L’uomo, fuggito a bordo della sua Fiat Uno, e’ stata rintracciato e bloccato, circa mezz’ora dopo il terribile fatto, dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Avezzano davanti a un bar di Venere, frazione di Pescina. La presunta arma del delitto, un revolver di fabbricazione tedesca calibro 12, illegalmente detenuta, e’ stata poi rinvenuta e sequestrata all’interno della vettura dell’uomo. Le indagini sono state coordinate direttamente dal comandante provinciale dei carabinieri dell’Aquila, il colonnello Savino Guarino, sotto la direzione dei sostituti procuratori della Repubblica Maurizio Maria Cerrato e Guido Cocco. Mamma e figlia, con regolare permesso di soggiorno in Italia, lavoravano presso un’azienda del Fucino per il lavaggio degli ortaggi. Per ora le salme si trovano nell’obitorio dell’ospedale di Avezzano in attesa che i magistrati affidino l’incarico peritale. L’uomo e’ rinchiuso nel carcere della stessa citta’.

Il sindaco di Pescina, Maurizio Di Nicola, assieme ad alcuni assessori e consiglieri, ha manifestato il cordoglio dell’amministrazione comunale per questa tragedia.

 

FOTO ANSA