SOCCORSO IN MONTAGNA

di Roberto Bezzu

-Il dolore alla caviglia è troppo forte, non ce la faccio più a camminare, chiama il soccorso!- Intorno il silenzio dell’alta montagna. La prima cosa che guardi con timore è il segnale del cellulare, due tacche, dovrebbero bastare. Chiami, dai la tua posizione e aspetti cercando di rimanere calmo, non pensando a quelle nuvole che si stanno avvicinando troppo e scacciando il pensiero di dover passare la notte all’addiaccio. Il rumore dell’elicottero lo senti da lontano, si avvicina, lo vedi, ma lui non vede te, gira intorno, più in basso, il telefono squilla e la base ti chiede dove siete, così capisci di aver dato una posizione sbagliata, sei più preciso e l’elicottero ti vede. Si ferma a mezz’aria, con il verricello si cala un soccorritore, con molta semplicità dice: “Ciao, sono Andrea”,  imbraga il tuo amico e se lo porta via appeso al cavo. L’amico lo rivedi qualche ora dopo al pronto soccorso e ci scambi pure due risate.

Passano i giorni e ripensi ad Andrea che si è calato da un elicottero, al pilota, sono arrivati per portare via il tuo amico infortunato e che, sì è così, hanno rischiato la loro vita per il tuo amico.
Dal sito del Corpo Nazionale Soccorso alpino e Speleologico (http://www.cnsas.it) leggi che “Il C.N.S.A.S., struttura operativa del Club Alpino Italiano, è una libera associazione di volontariato apartitica, apolitica e senza fini di lucro ispirata ai principi di solidarietà e fiducia reciproca tra i soci. Ha il compito di provvedere alla vigilanza e prevenzione degli infortuni nelle attività alpinistiche, escursionistiche e speleologiche, al soccorso degli infortunati e dei pericolanti e al recupero dei caduti. E’ una struttura nazionale operativa del Servizio nazionale di protezione civile.” Quindi volontari che mettono la loro esperienza, o forse è meglio dire la loro passione, a disposizione di coloro che incappano in incidenti in montagna.
In Abruzzo per allertare il Soccorso Alpino basta chiamare il 118 o il numero verde 800258239 che vi metterà in contatto con un tecnico a cui dare tutte le informazioni necessarie per l’intervento.
E’ fondamentale comunicare all’operatore di soccorso quanto segue:
• 1. Da dove si sta chiamando (specificando all’operatore che ci si trova in montagna o in grotta).
• 2. Il numero di telefono da cui si sta chiamando; il telefono non deve mai essere abbandonato (se la chiamata dovesse interrompersi è importante che il telefono venga lasciato libero per consentire alla Centrale operativa di richiamare).
• 3. L’esatta località dove è ubicata l’area da cui si sta chiamando (Comune, Provincia o sicuramente un riferimento importante di ricerca rilevabile sulla cartina).
• 4. La propria posizione se in possesso di altimetro (opportunamente tarato) o GPS;
• 5. Indicazioni in merito a cosa è visibile dall’alto (pendio, bosco, cima, rifugio, ecc.).
• 6. Cosa è successo;
• 7. Quando è successo;
• 8. Quante persone sono state coinvolte nell’incidente.
• 9. Le proprie generalità (fondamentali).
• 10. Le condizioni evidenti della/e persona/e coinvolta/e: difficoltà respiratorie, coscienza, perdita di sangue, traumi visibili, ecc; .
• 11. L’esatta posizione del ferito (se seduto, se disteso supino, se disteso prono, se appeso, ecc).

Sulla base di queste informazioni l’operatore deciderà il tipo di intervento, se necessario con un elicottero.
In Abruzzo sono presenti anche due Stazioni del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, a L’Aquila e a Roccaraso, per una maggiore sicurezza di tutti i frequentatori della montagna.