APPROVATO PIANO DI MANDATO DELL’ERA RANALLI

A cento giorni dall’insediamento, il sindaco di Sulmona ha presentato, nel pomeriggio di oggi, durante la seduta del Consiglio comunale, il corposo programma di mandato (approvato a maggioranza, 11 si compreso Di Ianni, 4 astenuti, tra cui Sbic e Sulmona Unita,  1 no: La Civita) linee programmatiche riconducibili a sette macro aree di intervento: servizi alla cittá, comunitá sociale, occupazione e formazione, prevenzione e mitigazione dei rischi, gestione del territorio, progetto e sviluppo e attualizzazione delle potenzialitá culturali. Dal commercio, che include tavoli di ascolto con operatori economici, un progetto per carta d’acquisto cofinanziata dal Comune per le fasce più deboli, modifica del mercato generale e delle fiere, al turismo, in cui spicca il recupero di sweet confetto, di una promozione di eventi in autunno, la promozione della città come terra per celebrare matrimoni, candidatura città europea dei giovani 2017, e partecipazione al bando per entrare in un piano di valorizzazione turistico, adesione all’aquila capitale europea della cultura 2019, potenziamento consorzio universitario, una rete di sulmonesi fuori sede, info point turistici, potenziamento ufficio turistico. Non si tralasciano l’industria e nemmeno l’agricoltura, dove si evidenzia ricognizione delle terre destinabili a promuovere cooperative agricole di giovani, creazione filiera agroalimentare, recupero suoli abbandonati. E ancora tra le questioni importanti la prevenzione e mitigazione del rischio sismico, il riavvio delle procedure per riposizionare il centro di protezione civile e costruzione di una nuova caserma dei Vigili del Fuoco. Quanto all’urbanistica si punta all’approvazione della variante al prg, riconversione delle caserme, il recupero di palazzi storici con i finanziamenti post sisma. Gli uffici comunali relativi al sociale e alla cultura, infatti, saranno tra qualche giorno, ospitati al primo piano della Caserma pace. Tra i progetti: la rivalutazione di via Turati e dell’area del Parco fluviale, da lottizzare e dare in gestione previo bandi di gara. Interventi sulla viabilità, ristrutturazione del liceo classico e realizzazione di parchi giochi e spazi per i bambini.
Dopo l’esposizione in aula, il primo cittadino ha commentato definendo il piano una proposta operativa di lavoro, un cantiere aperto su cui confrontarsi e inserire suggerimenti su “questi che sono i problemi della cittá”, invitando dunque la minoranza alla collaborazione.

OPPOSIZIONE, LE CRITICITA’ DEL MANDATO 

Critiche arrivano dai banchi dell’opposizione, che convergono tutte sull’assenza del “come e quando” realizzare i punti in programma. Il primo della minoranza a prendere la parola é stato il consigliere Luigi la Civita che ha definito il piano di mandato ” generico”, un elenco di problemi, privo di punti forza, di prioritá e di un progetto di amministrazione della cittá “Non riscontriamo i tempi e i modi per trovare le risorse per affrontare le problematiche” ha detto, premendo sulla questione dello staff del sindaco ancora in stand by, sull’invito a non accentrare le deleghe importanti su sé stesso. Anche per il consigliere Enea Di Ianni dal piano emergono “intenzioni”, ” senza una scelta di modalitá operative, senza specificare con quali risorse, nè la previsione dei tempi”. Si sofferma ripescando un cavallo di battaglia della precedente amministrazione, ovvero la riconversione dell’area industriale a commerciale, dicendo che “in merito al commercio, non si dice nulla se artigiani produttori possano vendere nella sede dove lavorano”. A respingere le accuse al mittente (in particolare al consigliere la Civita) è stato subito il consigliere Alessio Di Masci (seguito poi dall’entusiasta Salvatore Di Cesare con una difesa a spada tratta del lavoro presentato) tacciandolo di “confusione” nel momento in cui ne critica la lunghezza e, insieme, l’assenza di numerosi punti. “Ritengo che le risorse economiche vadano trovate insieme, con l’azione, con il Consiglio comunale” replica il giovane Di Masci. Se, invece, per lo stravagante Consigliere di minoranza Alessandro Lucci, il piano lo avrebbe condiviso”anche se ci fossero state pagine bianche” perché “abbiamo bisogno di fare passi nuovi” mettendo al bando la ripetizione del passato, il guardarsi indietro e fare i confronti. Anche iI consigliere Mimmo Di Benedetto specifica l’assenza, nel programma, delle modalitá con cui reperire le risorse e la “mancanza di un elemento che caratterizza questa amministrazione” ovvero “non c’é un’idea forte”. Piú costruttivo e per niente disfattista é sembrato l’intervento del consigliere Gianfranco Di Piero, nonostante anch’egli indirizzi le sue critiche sul fatto che per attuare i punti sia “fondamentale avere presenti le risorse”. Fa riferimento agli aspetti importanti su cui, a suo dire, si dovrebbe premere, precisando i pro e i contro degli argomenti in lista, ricordando l’importanza delle politiche giovanili, del commercio, della cultura, evidenziando, in maniera propositiva, progetti in vista del Bimillenario di Ovidio, suggerendo di valorizzare la figura di Capograssi, negli ultimi tempi messa da parte.

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