SECONDO CASO DI TUBERCOLOSI AL CARCERE DI SULMONA

La situazione sanitaria presso il carcere di via Lamaccio a Sulmona fa ancora parlare di se’. Dopo il caso di legionellosi dei giorni scorsi, che fortunatamente ha visto la sua completa risoluzione, nel giro di poco tempo si e’ registrato il secondo caso di tubercolosi. Nel denunciare il fatto la Uil penitenziari, con il vice segretario regionale Mauro Nardella, e l’Ugl, con il segretario regionale Andreano Picini, muovono comunque “un sentito apprezzamento per quanto questa volta fatto dalla direzione del carcere circa la profilassi adottata. Per evitare qualsiasi tipo di contagio – affermano i sindacati – si e’ provveduto anche a sottoporre a screening le persone che in un modo o nell’altro sono venute a contatto con il detenuto affetto dalla patologia. Il tutto in attesa di ricevere indicazioni dall’autorita’ sanitaria circa il caso di estendere i controlli anche nei confronti delle unita’ che hanno partecipato e che tuttora partecipano al piantonamento dello stesso presso l’ospedale dove risulta ricoverato.

I sindacati tornano, poi, ha ribadire il problema della carenza di personale. “Nessun incremento si è registrato per gli istituti di Sulmona, Avezzano, lanciano e Vasto a seguito della mobilità attivata dalla direzione del generale del personale, mentre sei unità femminili di polizia penitenziaria sono state assegnate all’Aquila, due a Teramo e uno a Pescara”. Puntano il dito contro il Dap sostenendo che non abbia agevolato le necessità delle quattro carceri abruzzesi, “anche se” scrivono i due sindacalisti “non ha abbandonato l’idea di realizzare un nuovo padiglione con 200 posti detentivi in più a Sulmona. Nei giorni scorsi “raccontano,  sono arrivati nella casa circondariale di via Lamaccio geometri e ingegneri oltre al personale tecnico della ditta appaltatrice per la costruzione del nuovo padiglione. Da novembre, forse, cominceranno i lavori.