LA MINORANZA ALZA LA VOCE

Un difetto marcato di comunicazione che segna una “scivolata istituzionale”. La minoranza di palazzo San Francesco alza la voce e mette subito i puntini sulle i all’indomani del secondo Consiglio comunale di ieri, in cui è stata bocciata a maggioranza (11 no e 5 si) la richiesta dei sei consiglieri di poter approfondire, nell’aula consiliare, temi importanti quali l’ospedale, che vede lo stop dell’iter per i lavori, il metanodotto e il tribunale. “Volevamo capire le intenzioni del Comune su queste tre problematiche, tra le poche rimaste da discutere” spiegano  in conferenza stampa Gianfranco Di Piero (Sulmona al Centro), Mimmo Di Benedetto (Sulmona Democratica), Mario Sinibaldi (Psi), Luigi La Civita (Pdl), Alessandro Lucci (Sbic) e Enea Di Ianni. Non hanno gradito la rapidità della formale risposta con cui il sindaco li ha liquidati, cavandosela con il fatto che non compete al Comune sospendere il bando di gara della Asl, e, in merito al tribunale, riferendo l’incontro nei giorni scorsi, con il sottosegretario Nitto Palma, al quale è stata presentata una relazione, insieme alla senatrice Paola Pelino, al presidente ordine forense Gabriele Tedeschi e all’avvocato Bianchi. “Avevamo riscontrato inizialmente disponibilità da parte del sindaco. Dal consigliere Santilli era poi partita la richiesta di mettere a votazione la possibilità di un dibattito” affermano “Non ci si può confrontare solo sulla stampa o sui social network , la politica deve tornare in Consiglio comunale” asserisce La Civita. Puntualizza Di Piero su un concetto fondamentale, ovvero “la ricerca da parte della minoranza di una dialettica efficace con la maggioranza” nella convinzione che sarebbe stato necessario confrontarsi in quello che è il luogo più appropriato: l’assise civica. “Brandire la maggioranza numerica per escludere ipotesi di confronto su temi importanti non mi sembra un buon esempio di democrazia” precisa, ribadendo più volte la disponibilità al dialogo da parte dell’ opposizione. Riporta alla mente una realtà distante solo di qualche mese Di Benedetto, ricordando quando Ranalli, tra le fila della minoranza nella scorsa legislatura, criticava aspramente l’ex sindaco Federico “perchè non faceva partecipare i Consiglieri”, difendendo il ruolo del Consiglio comunale come luogo di discussione in quanto rappresentanza dei cittadini. “Oggi” aggiunge Di Benedetto “si nasconde dietro un’interpretazione assurda”. Non manca il riferimento, piccato, al presidente del Consiglio comunale, Franco Casciani. “Sembrava volesse proteggere il sindaco evitando di tenere discussioni, non garantendo così il funzionamento del Consiglio comunale” continua  Di Benedetto, riportando poi le parole del vicesindaco sul fatto che “si terrà tutte le presidenze”. L’impressione, dicono, è quella del tipo “siamo maggioranza e ci teniamo tutto”. Anche Sinibaldi rimarca che avrebbero voluto “rassicurazioni in merito al bando di gara dell’ospedale e sui problemi del metanodotto”. Tutti concordi che “se queste sono le premesse non si potrà accusare la minoranza di essere opposizione”.

 

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