UNA DOMENICA IN PANNE

Pubblichiamo la cronaca inviataci da una lettrice, Marina Pecorini, del gruppo Bicincontriamoci di Sulmona, la quale racconta la disavventura che ha vissuto la scorsa domenica nella Valle Peligna. (foto repertorio dal web)
“Succede che in una tranquilla domenica si decide di andare a Raiano perchè c’è un bel concerto nel chiostro. Succede che, finito il concerto, la macchina non ne vuole sapere di ripartire. Prova e riprova, il display sembra impazzito, un solo messaggio chiaro: Chiamare l’assistenza. Che si fa? Semplice, ci sarà un autobus per Sulmona! E invece no, niente autobus, oggi è domenica! Vabbè, allora ci sarà un treno, ma l’orario? L’orario è in stazione e la stazione…a circa 1 chilometro di distanza. Cammina cammina, ecco la stazione, ecco il tabellone degli orari: un treno c’è alle 21.02, l’ultimo possibile, poi il nulla. Ma sono le 19, che si fa? Idea! Chiamiamo un taxi! Si, ma come? Alla stazione neanche l’ombra, non dico di un taxi, ma neanche di un microscopico cartello con numeri da chiamare, quindi, cammina cammina, si ritorna in paese dove (almeno questo) si fanno in quattro in un piccolo ristorante per aiutarci. <I taxi arrivano da Sulmona> ci dicono, ci sono ben tre numeri da chiamare corrispondenti ad altrettante postazioni, ma nessuno risponde. Si sta facendo tardi, rischiamo di perdere anche l’ultimo treno e quindi di nuovo in cammino verso la stazione. La stazione all’imbrunire è inquietante, non c’è nessuno, neanche l’ombra di un ferroviere, nemmeno la macchinetta per emettere i biglietti. Solo un grosso grillo con le sue lunghe zampe presidia la sala d’aspetto. Dopo un po’ una voce proveniente dall’alto (il Padreterno?) annuncia l’arrivo puntuale del treno. Siamo salvi!

In breve arriviamo a Sulmona, finalmente a casa! La stazione di Sulmona però a quell’ora “tarda” (circa le 21,30 d’estate) appare come in dismissione, tutto chiuso, anche il bar. Chiediamo della navetta: <Eh signò! La navetta? A quest’ora?>  Taxi non ce ne sono, riproviamo a chiamare ma … silenzio di tomba. Non resta altro da fare che andare a piedi… A piedi sì, ma dove? Il marciapiede è totalmente sconnesso, interrotto ad intervalli regolari da alberi di una certa grandezza, le auto sfrecciano veloci nonostante il limite di 50km/h, per cui guai a camminare al bordo della strada: si rischia la vita. In più, ormai, è notte e l’illuminazione molto scarsa, anzi in alcuni tratti inesistente, tanto che si procede senza vedere dove si mettono i piedi, solo ogni tanto i fari delle auto che passano danno un aiuto. E così per 1 kme mezzo fino all’altezza della Cattedrale di S. Panfilo dove abbiamo l’impressione di uscire da un tunnel. L’incubo è finito almeno per noi, ma un pensiero gira per la testa: è possibile che una cittadina come Sulmona che si vanta di essere “città d’arte” (e ne avrebbe tutte le potenzialità) una città a vocazione turistica, riservi un’accoglienza così desolante a chi decide di visitarla arrivando in treno?

Se la stazione è lontana dal centro allora è necessaria sempre una navetta che assicuri il trasporto almeno fino a quando arrivano i treni. E i taxi? Che fine hanno fatto? Sono o no un servizio pubblico (anche se gestito da privati) e quindi soggetto a turni? Che almeno rispondessero al telefono!

Una stazione abbandonata così è lo specchio di una città abbandonata a se stessa”