MOVIDA, SINDACO “NESSUNA MODIFICA AL PASSATO”

“Non ho firmato alcuna nuova ordinanza e non abbiamo fatto modifiche”. A chiarire la polemica infuriata in questi giorni a Sulmona in merito allo stop della musica a mezzanotte all’esterno dei luoghi pubblici nel centro storico è stato il sindaco Peppino Ranalli questa mattina, quasi stupito del polverone sollevato, rispondendo tranquillamente alle domande dei giornalisti a margine di un’altra conferenza stampa. Ha spiegato che esiste una regolamentazione delle manifestazioni inserite nel cartellone estivo (il quale sarà presentato domani alla stampa), in cui ogni evento ha un orario preciso, indipendentemente da Borghi e Sestieri che hanno presentato richiesta a parte. Il nocciolo del problema, in sostanza, sta nel fatto che la città non è dotata di un piano di classificazione acustica che permetterebbe di stabilire i luoghi e gli orari di tutte le manifestazioni, modificabili da zona a zona. In pratica, al momento la regolamentazione della pubblica sicurezza riguarda lo stop della musica alla mezzanotte per gli eventi all’aperto nel centro storico, per un discorso di quiete pubblica”, “così come è stato fatto da sempre, anche negli anni passati” specifica Ranalli, aggiungendo che l’unica deroga concessa sarà per la notte europea della Giostra che ha fatto richiesta per il prosieguo. E’ consentito, invece, all’interno dei locali orario illimitato, determinandosi di relazione di impatto acustico.
Lunga la sua precisazione, ma chiara: “Abbiamo una normativa sui pubblici esercizi” afferma “che era quella regolamentata con l’ordinanza firmata da Federico che poi è stata modificata con il decreto Monti sulla liberalizzazione”. Il  Comune avrebbe dovuto approvare un piano (che aveva già dato incarico nel 2007 anche in funzione di un finanziamento regionale concesso, ma ancora non erogato) della classificazione acustica comunale, il quale è regolamentato dalla legge nazionale e da una delibera di giunta regionale 770 del 2011, secondo cui i Comuni devono dotarsi di una programmazione comunale al fine di poter “misurare” la rumorosità (cantieri, lavori e manifestazioni)”.  La questione degli orari, quindi, potrebbe essere risolta portando in Consiglio comunale il caso, perchè, ad oggi, è ancora in vigore, come ha spiegato ancora il sindaco “la legge del ’77. E’ il piano che stabilisce quanti sono i limiti di decibel e i luoghi. Solo così potremmo intervenire sugli orari”. Ripercorre poi l’iter burocratico, poi bloccato, ricordando che “Fu dato dato un incarico a tre tecnici i quali hanno poi riferito alla giunta che ha fatto una presa d’atto. Successivamente Regione ha regolamentato e questa procedura è in corso e gli elaborati si devono recepire”. Ha annunciato che “Oggi l’amministrazione lo vuole riprendere e riportare in Consiglio comunale e lo faremo al più presto. In funzione di questo atto possiamo metterci in regola con la legge e stabilire le manifestazioni dove possono essere fatte e autorizzare gli orari modificabili da zona a zona”. “Nell’eccezionalità ci siamo dovuti attenere alla situazione, ora metteremo mano al piano e nel prossimo cartellone chi vorrà fare manifestazioni con orari diversi la potremo programmare”

 

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