SALVARE IL TRIBUNALE, ANCORA C’E’ SPERANZA

Accortezza tattica, forte attivismo, strategia di attacco, pressing sul Governo. La speranza che il tribunale di Sulmona si possa salvare c’è ancora e la partita, dunque, non è per niente chiusa.  E’ quanto emerso dal vertice che si è tenuto questa mattina nell’aula consiliare di palazzo San Francesco convocato dal sindaco, Peppino Ranalli, a cui hanno partecipato il sottosegretario Giovanni Legnini, la senatrice Paola Pelino, il presidente del Tribunale, Giorgio Di Benedetto, il Procuratore della Repubblica, Aura Scarsella, il presidente dell’Ordine Forense, Gabriele Tedeschi,  la vicepresidente della Provincia, Antonella Di NIno, e una quindicina di sindaci dei trentasei Comuni del territorio interessato. In platea pochi avvocati, il segretario cittadino della Cgil, il presidente della Comunità Montana Peligna. Assente la cittadinanza. Per l’onorevole Legnini “se vogliamo combattere una battaglia vincente dobbiamo essere portatori una battaglia che unifichi i territori”. La strada, ha specificato l’onorevole,  è oggettivamente stretta, ma “c’è spazio per tutelare tutti i tre tribunali della provincia dell’Aquila”. “Oggi abbiamo ascoltato questo forte appello che viene dai sindaci del territorio,  dai vertici degli uffici giudiziari, ciascuno di noi ha il dovere di ascoltare le ragioni fondate di questo territorio, poi dobbiamo tenere aperta la partita basandoci sui criteri oggettivi che sono stati sottolineati”. Conclude Legnini affermando che  “Non c’è nessun programma del Pd che escluda Sulmona, l’unica soluzione è affidarsi alla buona politica”. La senatrice Pelino ha annunciato un “question time” entro quindici giorni per conoscere dal Ministro le intenzioni “poi voglio fare vorrò fare  un incontro tra tutti i parlamentari abruzzesi perchè Sulmona deve entrare nella rosa dei nomi dei tribunali che non devono essere chiusi. Bisogna trovare una strategia di attacco”. Il suo intervento è stato peeceduto dal presidente Di Benedetto, il quale ha ricordato che non si tratta di una battaglia localistica o campanilistica,  ma un impegno a difesa del diritto dei diritti, ossia quello alla difesa. Ha evidenziato il caso unico di Sulmona: in caso di soppressione del Tribunale, la sede accorpante, cioè l’Aquila, sarebbe quella più distante in tutt’Italia per chilometri e tempi di percorrenza rispetto alla sede accorpata, cioè Sulmona. Ha ribadito che la presenza di detenuti in Alta sicurezza nel carcere sulmonese impone non solo il mantenimento del Tribunale, ma la presenza di un Giudice di Sorveglianza, per evitare costose traduzioni di detenuti sempre verso L’Aquila. La critica ai politici è arrivata dal presidente Tedeschi il quale ha detto che “deve arrivare dai parlamentari la volontà politica precisa che deve trovare attuazione fino ad oggi non è avvenuto”.  Al termine dell’incontro, Ranalli ha lanciato l’idea di costituire un comitato permanente a difesa del Tribunale, sia per seguire da vicino le prossime scadenze, a cominciare dal giudizio avanti la Corte Costituzionale, sia per coinvolgere tutta la cittadinanza del Centro Abruzzo rispetto a questa importante e decisiva battaglia per la sorte del Tribunale di Sulmona.

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sindaci e vice

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