ESTORSIONE E DROGA, QUATTRO ARRESTI A SULMONA

Sono state arrestate questa mattina a Sulmona quattro persone di origine albanese, ma da tempo residenti a Sulmona, accusate di aver ceduto cocaina, hashish e marijuana a consumatori di Sulmona. I militari del Nucleo operativo e Radiomobile della Compagnia di Sulmona, insieme al Nucleo Carabinieri Cinofili di Chieti, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di: H. R. di 39 anni e H. F. di 31 anni ( in flagranza di reato) e due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari per H. D. 44enne; S. R. 30enne. Denunciate in stato di libertà 5 persone, segnalati 9 assuntori di sostanze stupefacenti, sequestrati 83 grammi di cocaina, 10 grammi di hashish e 5 grammi di marjiuana.
Sono stati eseguiti due sequestri preventivi di altrettante auto di grossa cilindrata che i primi due finiti in manette utilizzavano per trasportare la droga e spacciare. I reati contestati sono quelli di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti continuato. Nei confronti di H. F., inoltre, è accusato di estorsione, poichè, secondo i carabinieri, in una circostanza, avrebbe minacciato un acquirente costringendolo a consegnare un ingente quantitativo di denaro, quale prezzo maggiorato per la cessione della droga.
Complesse le indagini, cominciate dallo scorso dicembre e terminate a maggio, coordinate dal Procuratore capo presso il Tribunale di Sulmona, Aura Scarsella. Gli acquirenti utilizzavano in minima parte i canonici linguaggi criptici per ordinare la sostanza stupefacente. Effettuavano, spesso, soltanto degli squilli ai propri pusher i quali, in relazione al cliente che faceva squillare il telefono, capivano il tipo ed il quantitativo di droga da consegnare e il luogo stabilito in precedenza. Uno spaccio, quindi, per così dire “silenzioso”, tenuto ben occultato. I nascondigli per la “roba” cambiavano ogni volta: la sostanza veniva nascosta in muretti a secco, poi in una cabina per la gestione dell’ energia elettrica nelle campagne del sulmonese e in una cava dismessa. Nascondigli scoperti grazie agli appostamenti e pedinamenti dei carabinieri.
Le intercettazioni telefoniche hanno contribuito in minima parte alla ricostruzione del quadro indiziario sufficiente a far scattare le manette. Gli uomini, espletate le formalità di rito, sono stati condotti nel carcere di Sulmona e nelle abitazioni per coloro sottoposti agli arresti domiciliari. Tutti a disposizione dell’autorità giudiziaria.