CON LA CRISI I VESTITI SI ROTTAMANO

Riciclo e risparmio per favorire gli acquisti e permettere di lavorare. E’ l’abbigliamento ai tempi della crisi che racconta la doppia faccia delle difficoltà. Se da una parte c’è chi non si lascia sopraffare e cavalca la crisi tirandone fuori un lavoro, dall’altro lato c’è chi, spinto dai problemi, decide di vendere non solo vecchi oggetti in oro di famiglia (che magari non mette mai), per racimolare un gruzzoletto in contanti utile per tirare avanti, come nei tanti “compro oro”, che negli ultimi tempi spuntano come funghi, ma sceglie anche di vendere il proprio abbigliamento. A Castel di Sangro tra qualche mese compirà il primo anno di vita un negozio compra-vendita di vestiti usati. Una sorta di rottamazione di abiti di seconda mano in cambio di bonus e di una divisione della spesa tra il cliente e il negoziante. Un’idea che potrebbe sembrare poco innovativa, se si pensa al mercatino romano di Portaportese o alle bancarelle degli ambulanti nel mercato generale. Ma questa è un’altra storia. L’idea di  aprire l’attività, unica nel suo genere nel territorio, situata a poca distanza dal centro del paese, è arrivata da  Emilia Szewczyk, una donna di origini polacche residente da anni nel centro sangrino. “Ho preso ispirazione dal mio paese, in Polonia” racconta “quando si vivevano anni duri, di crisi, e questo genere di negozi andava per la maggiore. Portavi a casa un affare a poco prezzo”. Emilia non si limita solamente a vendere l’abbigliamento usato, ma anche a selezionare per bene quello che le signore scelgono dai loro armadi. Spiega subito che i capi portati devono essere in buone condizioni e puliti e, per frenare quanti non avrebbero colto il senso dell’attività credendo di poter svuotare liberamente il proprio armadio, ha trovato una soluzione: “tengo la merce in conto vendita per due mesi, finchè al momento della vendita metà del ricavato va nelle tasche dei proprietari, mentre l’altra metà diventa un buono da spendere nel  mio negozio”. Una sorta di mano che lava l’altra, senza che nessuno perda niente. Un modo anche per consentire a molte donne di potersi permettere abiti alla moda, usati, come racconta la commerciante, contenta della suo lavoro, con cui è riuscita a far fronte a un momento di difficoltà. Quanto agli affari, che in tempi bui come questi è difficile parlarne con il sorriso, Emilia non si lamenta e tiene duro: “per ora” dice “riesco a coprire le spese del negozio” Soddisfatta di vedere che ogni giorno entra un nuovo cliente “e quando viene una nuova persona poi, solitamente, torna a trovarmi”.

g.s.

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