LA CIVITA-RANALLI, PELINO OSA IL PRONOSTICO

“Al ballottaggio La Civita – Ranalli”.  Osa già un pronostico in vista delle elezioni di maggio la senatrice Paola Pelino, che questa mattina ha risposto alle domande dei giornalisti a margine di una mostra alla Rotonda di San Francesco. Due o forse tre (ancora non sono pronte) le liste che appoggeranno il candidato Luigi La Civita, il quale correrà con il simbolo del Pdl, “come deciso da Berlusconi”, sottolinea la Pelino, sfoderando la motivazione del “più qualità che quantità” in merito ai numeri bassi degli elenchi  degli aspiranti consiglieri, rispetto alle sei liste che presenteranno  i sostenitori di Peppino Ranalli e alle cinque in appoggio a Fulvio Di Benedetto. “Ancora non ho scelto il capolista” ha confessato la senatrice “ma vorrei che fosse ricoperto da Salvatore Fluttuante, sulmonese di adozione serio professionista, figura a me cara e vicina” (nella foto) Annuncia che ci sono sia new entry, “persone della società civile” dice, soprattutto donne e giovani, commercianti, artigiani, liberi professionisti, sia nomi noti dell’era Federico, come Gaetano Pagone e Donato Di Cesare. “Terrò presente anche Paolo Di Mascio” ha detto. Dubbi, ancora su Gianni Cirillo e corteggiamento aperto fino alla fine per avere in quadra Nicola Angelucci, il quale ieri aveva lanciato un appello in extremis a non correre separati, rischiando la sconfitta (clicca qui). Un tentativo di ricucire lo strappo che, a detta sua, lo avrebbe provato a fare anche lei in tutti i modi, ma poi si sarebbe resa conto della necessità di un cambiamento interrompendo al continuità con la precedente amministrazione, la quale “ha fatto tante cose anche positive, ma sul terremoto, intendo anche come ricostruzione si poteva fare di più”. E aggiunge “Se avessimo dovuto continuare avrei preferito la candidatura di Fabio Federico”. Nulla da dire su Di Ianni, secondo la senatrice che boccia le sfide nella stessa coalizione. Ma puntare su un giovane, tra i protagonisti di Forza Italia agli esordi, dinamico, con entusiamo, sarebbe la carta vincente per attrarre l’elettorato.

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