MARCELLI “CONCORRENZA SLEALE METTE IN GINOCCHIO I PASTORI LOCALI”

Concorrenza sleale, mercato estero non controllato, senza scrupoli con prezzi a ribasso, danneggiano allevatori locali e i consumatori. Privilegiare i prodotti locali e, in questo periodo di Pasqua, scegliere bene gli agnelli, diffidando dalle ghiotte offertissime che si trovano sul mercato è quanto sottolinea Nunzio Marcelli, presidente dell’Associazione regionale ovicaprini Abruzzo (Arpo), il quale in un’intervista a Il Tempo oggi ha spiegato che sulla tavola comincia ad arrivare una massiccia quantità di agnelli che vengono poi spacciati per prodotto nazionale, dato che non esistono leggi che impongono di indicarne  provenienza e dato che  all’estero  le modalità di allevamento e i controlli sono meno rigorosi rispetto ai nostri.  Secondo Marcelli, che da 36 anni conduce un azienda di bioagriturismo “La porta dei Parchi” ad Anversa degli Abruzzi,   per non lasciarsi ammaliare  dalla concorrenza sleale che “danneggia sia i consumatori sia gli allevatori”, bisogna tener presente la soglia degli 11 euro sotto cui non si dovrebbe scendere, spiegando come non sia possibile vendere un agnello a 8, 80 euro al chilo o a 5,50.   Sfodera i numeri e racconta che, oltre ai costi di gestione dell’azienda e del personale,  per nutrire una pecora durante l’inverno, quando i pascoli sono inaccessibili a causa della neve, sono necessari “un quintale di granaglie (che costa 32-34 euro) e due di fieno (che ne costano 36)”. Difende la sopravvivenza dei pascoli abruzzesi Marcelli, la qualità del prodotto e il lavoro onesto e rispettoso dell’ambiente. Il presidente dell’Arpo tocca poi il tema caro a chi grida alla “strage degli agnelli” a Pasqua. “Non siamo criminali” afferma a Il Tempo “Animal Equality ha dipinto gli allevamenti come camere di tortura. Ebbene, invitiamo tutti questi signori a venire a vedere il vero volto della pastorizia in Abruzzo, le nostre stalle e i nostri pascoli, dove ancora oggi portiamo gli animali in libertà, dove ancora resiste la transumanza a piedi, dove con difficoltà sopravvivono tradizioni e famiglie dedite a un lavoro duro, spesso senza un grande ritorno economico ma con grande dignità”. Dopo aver ricordato, infine, le antichissime origini della pastorizia nella storia, sostiene con forza, rivolgendosi a chi ama gli animali, che è necessaria una legge per la filiera delle piccole aziende, con chiara e trasparente etichettatura per la tutela del prodotto locale contro le contraffazioni.

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