DISABILI DIMENTICATI, CHIUDE CENTRO AIAS

Sarà costretto a chiudere il centro diurno per disabili dell’Aias per mancanza di fondi. Anche i disabili sono stati dimenticati dai politici. E’ l’amara constatazione che fa Sante Ventresca, presidente della Aias onlus di Sulmona, il quale evidenzia come i candidati in questa campagna elettorale non abbiano speso una parola per il sostegno al sociale dei pluriminorati che già le istituzioni ignorano. “Nessun aiuto è arrivato lo scorso anno da palazzo San Francesco, per quanto il Piano Sociale per il triennio 2011-2013 sia stato finanziato con circa 1 milione di euro dalla Regione Abruzzo e circa 3 milioni di euro dal Comune di Sulmona” spiega Ventresca, annunciando l’imminente chiusura del Centro di via Torrone alle attività abilitative e formative e agli operatori che prestano attività lavorativa. Ventresca, associandosi alle dichiarazione degli avvocati sulmonesi in merito al silenzio dei politici sulla salvaguardia del tribunale, evidenzia il silenzio degli aspiranti deputati e senatori del territorio di casa nostra “sulla importante residenza per disabili chiamata “Villa Gioia”, di recente costruzione, unica nel suo genere nella provincia dell’Aquila, in grado di ospitare fino a venti disabili anche privi del contesto familiare. Una struttura in grado di affrontare sia un gravoso problema sociale, una sorta di “dopo di noi” in cui i disabili potranno restare, ma anche, data la crisi che stringe il nostro territorio, sia il problema dell’occupazione in Valle Peligna, con la possibilità di dar lavoro ad oltre venti maestranze” La struttura è stata costruita su terreno che l’associazione acquistò nel 2006 al costo di 50 mila euro, due anni dopo, come ricorda Ventresca, “si è riusciti a far approvare il progetto dopo aver pagato gli oneri di urbanizzazione al Comune di Sulmona (23 mila euro) non dovuti, la costruzione, compreso l’arredamento, è stata realizzata con 611 mila euro chiesti nel 2001 con la presentazione di un progetto da parte dell’A.I.A.S. e ottenuti tramite la Regione con finanziamento europeo. Altri 156 mila euro” continua Ventresca “sono stati chiesti dal Presidente e donati all’Associazione dalla benemerita Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila. Gli sforzi sostenuti dall’associazione non sono ripagati dal minimo interesse da parte di nessun amministratore (Consigliere, Assessore, Onorevole) verso un’ opera di così alto valore sociale” grida Ventresca “nessuno, tra questi, ha mai visitato la struttura, solo le centinaia di persone che vengono disperate a chiedere di poter lavorare”.