FISCHI E SLOGAN AL TAGLIO DEL NASTRO MA IL SINDACO CASINI RASSICURA: OGGI PUNTO DI PARTENZA PER RILANCIO SANITA’ PELIGNA

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La consegna del nuovo ospedale dalla ditta esecutrice dei lavori all’Asl è stata segnata questa mattina dalle proteste e richieste di movimenti e comitati civici, associazioni di ispirazione cattolica e singoli cittadini che hanno manifestato davanti all’ingresso del nuovo edificio, perché sia rilanciata la sanità peligna, cominciando dalla classificazione del presidio sulmonese come ospedale di primo livello, per poi passare a colmare le carenze di personale medico e infermieristico e a rendere la nuova struttura pienamente funzionale, rispettando il diritto alla salute dei cittadini residenti nel territorio. Fischi e slogan gridati ripetutamente hanno preceduto il momento della riconsegna ufficiale dell’immobile, con il tradizionale taglio del nastro. Rassicurazioni sono venute dai rappresentanti istituzionali che hanno partecipato alla cerimonia di questa mattina. “Sono il nipote di un deportato e credo che ogni forma di dibattito va politicamente perseguita. Non condivido la posizione di chi manifesta ma è giusto raccontare anche un’altra storia, quella di cinque anni complessi, di commissariamento, ma continuativi e senza arresti come in passato”. Così ha risposto l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci davanti alle contestazioni che hanno caratterizzato questa mattina. “Io ho sempre lavorato nella direzione nella quale, il territorio tutto, mi ha richiesto, ha argomentato e ha spinto. Ho sempre accompagnato senza preclusioni qualsiasi tipo di richiesta venisse dal territorio. Continuerò a farlo così come ho fatto sul punto nascita. Le persone di questo territorio possono confermarlo – prosegue Paolucci – così come ho lavorato su un contenuto su un’offerta ospedaliera che già vuole dimostrare una classificazione di primo livello che è già ampiamente riconosciuta nell’offerta dei reparti che abbiamo messo in campo per l’ospedale di Sulmona. “Questo è il punto d’inizio non è certamente il punto di arrivo. Il fatto di avere un ospedale così all’avanguardia, completamente antisismico, dotato di tecnologie d’avanguardia credo che sia un buon viatico per iniziare un nuovo modo di approcciare alla sanità, immaginando anche che ci sia un atteggiamento diverso da parte dei medici che già ci lavorano che credano ancora di più nella sanità locale e che siano in grado di trasferire messaggi positivi ai pazienti che, mi auguro, non andranno più via e utilizzeranno queste strutture. Per quel che ci riguarda abbiamo preso l’impegno di assumere grazie all’ultima delibera regionale per fare in modo che i reparti funzionino al meglio”. Sono parole del direttore generale dell’Asl, Rinaldo Tordera. Lo stesso manager ha annunciato che sono già stati stanziati 10 milioni di euro per la riqualificazione dell’area dove sorge il vecchio ospedale che sarà abbattuto.“La riconsegna del primo ospedale antisismico d’Abruzzo è da accogliere con grande gioia e con i migliori auspici perché da questo bisogna ripartire in maniera decisa per poter ridare a questo territorio una sanità di alto livello a cui noi stiamo puntando già da diverso tempo”. Lo ha detto il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, a margine della consegna avvenuta questa mattina, del nuovo ospedale di Sulmona. “Capisco l’apprensione dei cittadini che questa mattina hanno protestato perché è da oltre 15 anni che questo ospedale viene svuotato, viene depauperato di risorse, di personale – ha proseguito Casini – oggi voglio guardare questa giornata come un punto di partenza dove si possa ragionare su tutte le soluzioni proposte per dare lo slancio, sia in termini di gestione, per primari e macchinari che stiamo aspettando da due anni, sia in termini di programmazione che coinvolga anche altri territori”. “L’ospedale di Sulmona oggi ha tutti i requisiti per essere al centro di un bacino molto più ampio – ha concluso il sindaco – in cui ci sia l’Alto Sangro, la Valle Subequana, l’Alta Val Pescara e che possa, con l’attuale normativa, consentire quel livello di classificazione che tutti auspichiamo”.

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