TERMINAL BUS ALL’ANAGNINA, PROTESTA LA TRIPLICE SINDACALE

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Il trasferimento del terminal bus da Tiburtina ad Anagnina, deciso dalla giunta Raggi, è “un provvedimento, che andrebbe ancora una volta a penalizzare pesantemente i cittadini abruzzesi, e nello specifico coloro che intendono o debbono necessariamente avvalersi della mobilità collettiva per trasferimenti verso la Capitale imputabili a motivi di studio, di lavoro o per esigenze sanitarie”. A sostenerlo sono le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil.  Senza voler entrare nel merito delle motivazioni della decisione della giunta capitolina, i sindacati rilevano che “dal provvedimento non si evince con chiarezza se sia definitivo o temporaneo (ed eventualmente per quanto tempo), e che comunque esso andrà inevitabilmente a peggiorare le condizioni di migliaia di pendolari che stanno già pagando un prezzo salato in materia di penalizzazioni per l’incuria e la miopia anche della politica abruzzese”. Basterà pensare, ad esempio, “ai disagi e ai rischi connessi all’attraversamento delle arterie autostradali A24 e A25, sulle quali persistono condizioni di sicurezza non proprio rassicuranti pur in presenza di pedaggi esorbitanti e tra i più cari d’Italia” “Si pensi-ricordano ancora i sindacati-alla carenza delle infrastrutture ferroviarie e alla vetustà dei treni destinati alla nostra regione, tra i più vecchi d’Italia e che determinano tempi di percorrenza che sono francamente antistorici e addirittura superiori rispetto a quelli che si registravano trent’anni fa quando l’alta velocità nemmeno esisteva. Si pensi all’esclusione della regione (la sola insieme al Molise) dai nove corridoi europei”. In questo desolante contesto, nel quale ai pendolari abruzzesi non vengono fornite alternative di mobilità, Cgil Cisl e Uil reputano davvero “intollerabile che si possa decidere addirittura di peggiorare le condizioni di quella che è rimasta la sola modalità che ad oggi consente agli abruzzesi di raggiungere la capitale in tempi accettabili”.

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