INTERA FAMIGLIA ARRESTATA PER USURA E TENTATO OMICIDIO (video)

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Un’intera famiglia agli arresti. Lei, la madre, accusata di tentato omicidio e usura, e gli altri il marito, il figlio e la nonna solo di usura. Sono loro al centro delle indagini svolte dalla squadra anticrimine del Commissariato di Polizia, guidata dall’ispettore superiore Daniele L’Erario e dall’ispettore Roberto Pizzoferrato, dopo l’aggressione ad una romena titolare di un autolavaggio avvenuta il 19 settembre scorso. Agli arresti sono finiti Sonia Di Rosa, 45 anni, accusata di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione, che avrebbe picchiato la romena, con una chiave a croce, il marito Bruno Spinelli, 43 anni, il figlio Luigino, 22 anni, e la nonna, la madre di lei, Liliana Morelli, 69 anni. Secondo quanto hanno accertato gli agenti di polizia e che è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa dalla dirigente del Commissariato, Francesca La Chioma, dietro l’aggressione vi sarebbe l’usura. Alla titolare dell’autolavaggio sarebbe stata prestata una somma di 3mila euro. In due anni la donna avrebbe restituito quasi 19mila euro, con rate di 300euro mensili. Ma non bastava, perché  secondo l’accusa la famiglia avrebbe voluto di più. Ma quando la romena ha tentato di opporsi, sarebbe scattata la spedizione punitiva con Sonia Di Rosa che l’avrebbe colpita con una chiave a croce provocandole ferite guaribili in 50 giorni. Diversa la versione che Sonia Di Rosa avrebbe dato ai familiari, subito dopo l’aggressione. Secondo l’arrestata tra la romena e il marito ci sarebbe una relazione e che lei sarebbe andata all’autolavaggio solo per chiarire questa situazione dicendole di lasciare stare il marito. In quel momento il figlio della romena avrebbe imbracciato un forcone per intimorire la donna. Da lì sarebbe iniziata la colluttazione, terminata con il ferimento di entrambe le donne. Subito dopo l’arresto, disposto dal Gip del Tribunale di Sulmona, Marco Billi, su richiesta del sostituto procuratore Stefano Iafolla, i due uomini sono stati trasferiti nel carcere di via Lamaccio, mentre le due donne sono state ristrette nel carcere di Castrogno, a Teramo. Per la giornata di giovedì prossimo sono stati fissati gli interrogatori di garanzia.

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