FINISCE IN CARCERE LA SULMONESE ACCUSATA DI FURTI IN SERIE

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Finisce in carcere la sulmonese Emanuela Del Giovane, 39 anni, accusata di furti in serie, perpetrati nei mesi scorsi a danno di numerosi esercizi commerciali cittadini. La donna è stata arrestata su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip, Giorgio Di Benedetto su richiesta del pubblico ministero Stefano Iafolla. L’ordinanza è stata eseguita dalla squadra anticrimine del commissariato di Polizia di Sulmona, guidata dall’ispettore superiore Daniele L’Erario. La decisione è arrivata dopo l’esito della perizia medico legale alla quale è stata sottoposta la donna dopo il suo ricovero nell’ospedale dell’Aquila. Secondo i medici la donna è in grado di intendere e di volere e quindi di sostenere un eventuale processo. Agli inizi d’agosto la trentanovenne era già finita agli arresti domiciliari dopo essere stata sorpresa in flagranza di reato a rubare degli indumenti intimi in una bancarella del mercato di via Papa Giovanni XXIII. L’ultimo di una serie di furti che la donna aveva messo a segno nei giorni e nelle settimane precedenti, rubando l’incasso in un negozio di abbigliamento in via della Cornacchiola, in una profumeria di corso Ovidio, nella farmacia di piazza Vittorio Veneto e in un’altra decina di occasioni. Tutti furti fatti risalire a lei grazie alle testimonianze ma soprattutto grazie alle indagini del personale della squadra volante e della squadra anticrimine del commissariato di Sulmona tanto da raccogliere prove inconfutabili sulla colpevolezza della donna che hanno convinto per ben due volte il gip del tribunale di Sulmona ad emettere altrettanti ordinanze di custodia cautelare, la prima agli arresti domiciliari e la seconda in carcere proprio per la pericolosità della donna per la sua inclinazione a reiterare il reato. Emanuela Del Giovane era finita in ospedale all’Aquila dopo essere stata sorpresa dalla squadra volante in giro per i negozi di corso Ovidio mentre era sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Per evitare di finire in cella la donna avrebbe fatto finta di essere malata di mente tanto da essere ricoverata nel reparto psichiatrico del San Salvatore. Da qui la richiesta di essere sottoposta a visita medico legale che, secondo i legali della doveva stabilire se la donna fosse capace di intendere e di volere e quindi di stare in processo. Per i medici la donna è sanissima di mente ed era perfettamente cosciente quando entrava nei negozi di Sulmona per rubare gli incassi di giornata e in alcuni casi anche la merce esposta sugli scaffali o sulle bancarelle. Ora si trova nel carcere femminile di Castrogno, a Teramo in attese dell’interrogatorio di garanzia.

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