ITALICA ACCUSA “STREET FOOD” PER I DANNI ALLA SCALINATA DELL’ANNUNZIATA

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La scalinata dell’Annunziata resta in più punti sudicia e sempre più in degrado e Alberto Di Giandomenico, coordinatore del movimento Italica ritiene in parte responsabile della situazione la manifestazione Street Food del 6 luglio scorso. “Chi paga per l’unto sulle scale del complesso monumentale dell’Annunziata, incrostato dai primi di luglio?” si chiede il coordinatore di Italica. “Vista l’inesperienza dell’amministrazione che, sprovveduta, ha patrocinato un’iniziativa senza preoccuparsi di prevedere i danni eventuali: “Non serviva un’indovino e visto il livello, Italica propone di vietare in modo più efficace lo stazionamento di banconi e mezzi in centro storico a ridosso dei monumenti e alle pertinenze degli stessi” aggiunge Di Giandomenico.
“Non si può cucinare, mangiare, fumare e bere sui monumenti e nelle aree d’interesse storico. Diamoci una regolata come fanno altre città d’arte, degne di questa definizione – continua il coordinatore del movimento civico – schizzi di grasso, sulla pietra, da un mese si aggiungono alle macchie di quanti hanno sostato e bivaccato, per anni indisturbati, sulla gradinata scambiata per un fast food all’aperto. Con tutto il rispetto per le presenze fatte, il Festival ha lasciato un segno indelebile ormai, le conseguenze negative dell’iniziativa sono state trascurate sino ad ora e potevano, di certo, essere evitate o almeno contenute”. “Discorso a parte per la tipica sconsideratezza amministrativa, la scalinata del complesso dell’Annunziata andava lavata a fondo subito con le idropulitrici. Ora il grasso, concentrato soprattutto nella parte più antica, non restaurata, di pietra bianca della Maiella originale e resistente, purtroppo è stato assorbito come una spugna. Per la pietra di Trani, roccia carbonatica estratta in Puglia e impiegata per il restauro di altri punti della gradinata, il fatto è tragicomico – spiega Di Giandomenico – essendo sensibile ai cambiamenti repentini di temperatura, tipici dell’inverno peligno, questa pietra tende a spaccarsi facilmente, ma potrebbe diventare, non è certo, più resistente proprio per l’unto che la ricopre. Purtroppo lo scenario che si presenta agli occhi dei passanti, patacche, macchie e schizzi, è vergognoso e devastante”. “Invece di correre ai ripari, una volta accertato il danno con un sopralluogo, non sembra che il sito sia stato sgrassato. Immaginiamo che l’amministrazione comunale e gli organizzatori dell’evento siano assicurati per questo genere di danno. La beffa per la pulizia è che, la lunga attesa per metterlo in opera, la fa diventare sempre più costosa e richiederà svariate migliaia di euro. I cittadini potrebbero scontare anche questo. Qualche multa è stata elevata ai truck che, trai i 15 presenti, occupavano le aree attigue alle scale?” conclude.

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