CASA ITALIA, CARUGNO (PSI): SONO ALTRI I DRAMMI DEL CENTRO ABRUZZO. ITALICA: MAI CREDUTO IN QUESTO PROGETTO

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Per Casa Italia restano progetti e finanziamenti previsti, che non saranno più gestiti dal dipartimento ma direttamente da palazzo Chigi. Lo ricorda Massimo Carugno, componente della segreteria nazionale del Psi. “Leggendo il provvedimento vedo che restano i progetti ed i finanziamenti stanziati: 1.3 mln nel 2017 e 2.5 mln nel 2018. Solo che invece di essere gestiti da un dipartimento a sè saranno gestiti direttamente da palazzo Chigi.  Insomma più una riorganizzazione che uno smantellamento ed un progetto quindi che comunque va avanti e forse sarà gesito pure meglio rispetto ad un dipartimento che nel suo anno di vita non è che abbia brillato per efficiente operosità. Del resto una struttura di sole quattro persone, un ufficietto nel palazzo della Pres.del Consiglio, era forse un pò sottodinensionata rispetto ai fantasmagorici obiettivi prefissati e che in concreto a Sulmona avrebbero portato solo un intervento pilota su un edificio pubblico. Che poi non è detto che non si faccia. Per il resto (la mappatura e intervento dell’intero paese) solo una collezione di buone intenzioni. Questo peró, che è stato esageratamente vantato come un successo, adesso, ammesso che sia un dramma, non è l’unico dramma di questa città e questo territorio” sostiene Carugno, che invece teme che tutta la polemica nata intorno a Casa Italia faccia dimenticare gli sfregi che la Regione ha inflitto al Centro Abruzzo “dal declassamento dei presidi sanitari ad un masterplan oltraggioso, da quell’autentico stupro della bretella ferroviaria alla mancata statalizzazione delle strade provinciali per Scanno e Campo di Giove, dalla realizzazione dell’impianto del gas alla mancata tutela del nostro patrimonio boschivo (incendio Morrone)”. Secondo l’esponente socialista “il territorio è stato letteralmente massacrato dal governo regionale”. Invece il responsabile del movimento Italica Alberto Di Giandomenico dichiara invece di non aver mai creduto fino in fondo all’iniziativa del Partito democratico che ha messo sotto i riflettori per la vulnerabilità e la prevenzione sismica la città ovidiana. “Non era un’opportunità per Sulmona, 2,5 milioni di euro mi sembrano pochi e nel dipartimento troppi dirigenti (7) e funzionari (20) nominati – dichiara – Con il progetto Casa Italia si gettavano le basi per avviare una nuova campagna elettorale – continua il coordinatore di Italica – Per fare ciò che Casa Italia prevedeva non sarebbe bastata una finanziaria– aggiunge – Era una proposta talmente lontana e inattuabile che nemmeno se ne dovrebbe parlare”. Di Giandomenico conclude poi chiamando in causa il Pd, il sindaco Annamaria Casini e l’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo.

 

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