ADESSO VENGONO I NODI AL PETTINE DELL’ASSESSORE LA CIVITA

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Per ora si gode il fine settimana, in relax in riva al mare ma la settimana che viene si annuncia dura per l’assessore al Personale, Cristian La Civita. I nodi al pettine sono quelli del caso Litigante e della riorganizzazione della macchina amministrativa, che vicina al traguardo potrebbe essere fermata dai venti di crisi che tornano a soffiare intorno a palazzo S.Francesco, propiziati dall’esposto del comandante Antonio Litigante che ha puntato il mirino su una parte dei consiglieri comunali, quelli che hanno ascoltato in aula consiliare l’interrogazione Ranalli-Bianchi riguardante la sua vertenza annosa con il Comune e naturalmente i due interroganti. Tutto quanto accaduto in quella seduta del 20 marzo scorso, a palazzo S.Francesco. Già in quell’occasione la maggioranza si divise, tra chi decise di abbandonare l’aula, insieme al sindaco Annamaria Casini e chi invece scelse di restare al suo posto. “Lo so che possono esserci problemi da parte di alcuni consiglieri comunali ora non proprio ben disposti verso il disegno di riorganizzazione amministrativa a causa di questi ultimi fatti – ha precisato La Civita – ma la politica è mediazione ed è ragionamento, mi spenderò da lunedi prossimo per superare le perplessità e l’indisposizione che prevedo e portare a buon fine il progetto della nuova macchina amministrativa, a cui ho lavorato a lungo”. Sul nodo del pensionamento o della permanenza del comandate della Polizia Locale, che non è fatto ininfluente nel contesto della riorganizzazione amministrativa, La Civita non si pronuncia. “Gli uffici hanno posto quesiti a diverse istituzioni ed enti, appena arriverà una risposta sapremo cosa bisognerà fare. Comunque vada la riorganizzazione amministrativa prescinde dalle persone” si limita a dire l’assessore. “D’altronde, come tanti altri casi in Italia, anche nel caso di questa vertenza non esiste un orientamento chiaro e univoco della giurisprudenza” precisa comunque l’assessore. Ma c’è chi affila le armi, preparando una controffensiva dopo l’annunciato esposto. Tutto però avviene in silenzio, per parlare e agire al momento opportuno.

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