IL COMANDANTE LITIGANTE METTE SULL’ATTENTI IL CONSIGLIO COMUNALE

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Scuote palazzo S.Francesco la notizia di un esposto per l’ipotesi di diffamazione e abuso d’ufficio che il comandante della Polizia Locale, maggiore Antonio Litigante, avrebbe depositato in Procura della Repubblica contro il presidente del Consiglio comunale, Katia Di Marzio e i consiglieri comunali Mauro Tirabassi, Fabio Pingue e Deborah D’Amico, tutti di maggioranza ed Elisabetta Bianchi, Fabio Ranalli, Francesco Perrotta, Maurizio Balassone e Antonio Di Rienzo, consiglieri di minoranza, riguardo alla seduta del Consiglio comunale, convocata il 20 marzo scorso e nella quale venne alla ribalta pubblica la vicenda del pensionamento dello stesso ufficiale di Polizia Locale, per un’interrogazione presentata dai consiglieri Ranalli e Bianchi. Prima ancora che risvolti penali, tutti da acclarare, il caso potrebbe avere da subito pesanti ripercussioni politiche. Andiamo per ordine. L’interrogazione venne illustrata in aula da Ranalli. Nell’interrogazione si sosteneva che il maggiore Litigante avrebbe maturato i requisiti anagrafici e contributivi per la pensione e quindi per il collocamento a riposo d’ufficio, contrariamente a quanto disposto dall’Ufficio personale che invece ha ritenuto legittima la permanenza in servizio del comandante Litigante. Secondo l’ufficio personale diretto da Filomena Sorrentino e secondo l’assessore Cristian La Civita invece non sussisterebbero le condizioni per mandare in pensione il comandante, facendo riferimento sia al regime precedente la legge Fornero sia ad una sentenza della Corte costituzionale in materia pronunciata nel 2017. Dopo una sospensione della seduta il Consiglio decise di trattare pubblicamente l’interrogazione, non invece a porte chiuse, come aveva chiesto il comandante. Mezza aula consiliare restò vuota, abbandonata da gran parte dei consiglieri di maggioranza e dallo stesso sindaco Annamaria Casini. Da qui la sostanza dell’esposto del comandante, secondo il quale il suo caso non andava trattato in pubblico, perché caso del tutto personale. Adesso però si fa in salita la strada per la riorganizzazione della macchina burocratica comunale, proposta dall’assessore Cristian La Civita. Quella proposta infatti prevede un assetto della Polizia Locale, con il comandante Litigante che resterebbe al suo posto. Un’eventualità che adesso parrebbe difficile da far accettare a quei consiglieri comunali di maggioranza entrati nel mirino del comandante, oltre quelli di minoranza. Il caso quindi della riorganizzazione burocratica potrebbe aprire uno scontro pericoloso nella maggioranza.

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