CERTAMEN OVIDIANUM…QUANDO UMANESIMO E SCIENZA VANNO A BRACCETTO (video)

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La cultura classica e quella scientifica posso andare a braccetto. Il professore Arturo De Vivo, prorettore dell’Università Federico II di Napoli, ha così introdotto il tema delle conversazioni ovidiane tenute oggi pomeriggio nella sala del cinema Pacifico nella seconda giornata del Certamen. “La contrapposizione tra cultura classica e cultura scientifica, credo per fortuna oggi sia superata – spiega De Vivo – la cultura classica è un patrimonio che arricchisce le prospettive critiche e culturali di chi si accosta ad una formazione che sia a trecentosessanta gradi”. Quella tra cultura classica e scientifica è una sterile contrapposizione perché “come se un ingegnere debba saper fare solo di conto” senza aver la capacità di parlare su un piano culturale più ampio. L’italia affonda le sue radici nella cultura umanistica che un tempo rappresentava cultura sotto tutti i punti di vista, non è difficile trovare esempi di grandi personaggi, come Galileo Galilei o Michelangelo, che “possedevano contemporaneamente una formazione classica ed un gusto sperimentale per le scienze. Tutto ciò – continua De Vivo – ci dà la capacità di leggere le nostre radici, un patrimonio a cui non possiamo rinunciare”. “Ovidio e i numeri” era il tema delle conversazioni ovidiane “si ritiene che i numeri siano qualcosa di definito, ma non è sempre così. Oggi abbiamo l’opportunità di vedere l’abilità di Ovidio – spiega De Vivo – di muoversi anche tra quella che è una materia apparentemente arida ma che implica una serie di scelte che nascondo una preparazione culturale dell’autore e del pubblico”. E a proposito di rapporto tra cultura umanistica e cultura scientifica De Vivo ha messo in evidenza che la versione tratta dall’incipit dei Fasti ovidiani, sottoposta ai concorrenti del Certamen, tratta proprio del rapporto tra umanesimo e scienza. “E’ stato scelto l’incipit dei Fasti, non l’opera più letta di Ovidio, un brano che contiene molti termini tecnici e scientifici. La difficoltà era proprio quella di individuare il senso preciso delle parole che si differenzia da quello che di solito si trova sui testi di scuola. Un Ovidio sempre moderno che, attraverso le sue opere, ci dà la possibilità di superare la contrapposizione tra la cultura classica e quella scientifica” ha spiegato per l’appunto De Vivo.

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