BAMBINI SENZA VACCINO RIMANDATI A CASA, E’ POLEMICA: GENITORI PRONTI AI RICORSI

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Un “provvedimento ingiusto di esclusione avvenuto in maniera molto discutibile, in quanto non mi è stata fatta nessuna comunicazione formale a casa. Non mi è arrivato niente. Mi è arrivata una telefonata sul cellulare questa mattina da una maestra che mi avvertiva di non andare. Ho consultato l’avvocato che mi ha consigliato di presentarmi. Una volta a scuola le maestre mi hanno confermato il provvedimento davanti ad altre mamme che accompagnavano i loro bambini e al personale scolastico, senza protezione della privacy. Mi sono rivolta a un legale per far valere le mie ragioni”. Protesta un genitore di uno dei quattro bimbi questa mattina rimandati a casa dalla scuola materna di Sulmona per non essere stati vaccinati, in violazione delle disposizioni del decreto Lorenzin, che prende nome dal ministro della Sanità che l’ha promosso. “A fine agosto – racconta il genitore – ho fatto richiesta all’Asl tramite raccomandata con ricevuta di ritorno di appuntamento per la vaccinazione. Raccomandata giunta a scuola il primo settembre, presa in carico da un bidello. Aspetto tuttora che la Asl mi convochi per l’appuntamento per effettuare la vaccinazione. La scuola ha tutta la documentazione, anche la richiesta di appuntamento. E se non si ha un appuntamento non fanno entrare i bimbi. A dimostrazione ho la fotocopia della richiesta di appuntamento e della raccomandata alla scuola”.
Alla base, chiarisce il genitore, nessuna volontà di sottrarsi all’obbligo delle vaccinazioni. “Se il medico di famiglia dirà che non si rischia – conclude – tutta la disponibilità a farle”. Immediata la replica della dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Serafini-Di Stefano, Elvira Tonti.“Se qualcuno vuole la caccia alle streghe io non sono una strega ma sono una iena perché difendo la legge”. È la dura reazione della dirigente Elvira Tonti alla notizia che lil genitore di un bambino non ammesso questa mattina a scuola, ha deciso di presentare un immediato ricorso contro il provvedimento per far riammetterlo in classe. “Attaccarmi perché adempio al mio dovere rispettando norme di legge, non può diventare un caso – sottolinea la dirigente – e non posso purtroppo in questo caso, derogare alla norma. Non ho libero arbitrio, devo solo adempiere al mio dovere. I genitori possono scegliere scuole dove accettano gli alunni che non seguono la legge. Se vogliono possono farlo”. Secondo la dirigente scolastica i genitori in questione, dopo aver inviato la raccomandata, non avrebbero fatto nulla per ottenere dalla Asl l’appuntamento previsto per il colloquio limitandosi a restare in attesa della ricevuta di ritorno della raccomandata inviata. “A questo punto questi signori non possono far altro che fare i conti con loro stessi visto che non hanno fatto quello che dovevano fare. Io invece vengo ora contestata perché rispetto la legge” conclude la dirigente scolastica. L’avvocato Emidio Grumelli, del foro di Pescara, incaricato dai genitori prepara il ricorso.”I bambini devono essere riammessi perché entro la scadenza del 10 settembre 2017 i genitori non hanno mai firmato e depositato all’Istituto scolastico la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà prevista dall’art.5 del cosiddetto decreto Lorenzin” afferma l’avvocato Grumelli, illustrando le linee guida del ricorso contro il provvedimento di esclusione dalle lezioni scolastiche adottato questa mattina a Sulmona nei confronti di alcuni bambini della scuola dell’infanzia. “Entro la predetta data, i genitori hanno optato per il deposito formale di richiesta di vaccinazione alla Asl territorialmente competente. Pertanto in perfetta aderenza del dettato normativo. Nessun altro adempimento – conclude il legale pescarese – erano tenuti ad espletare entro la data del 10 marzo 2018” .

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