PRATOLA, E’ DI NUOVO SCONTRO TRA PD E SINDACO SUL POST TERREMOTO

E’ di nuovo scontro a Pratola sulla ricostruzione post terremoto tra la minoranza Pd e il sindaco Antonella Di Nino. La contesa risale al dicembre scorso. Il Pd accusa il sindaco di aver perso l’occasione di ottenere 7 milioni di euro per i lavori post terremoto a beneficio di edifici pubblici per non aver comunicato nei termini fissati dall’Ufficio ricostruzione di Fossa quali fossero gli immobili comunali da ristrutturare. Il sindaco confuta la versione del Pd con manifesti e foto allegate, dichiarando di aver risposto proprio il 20 ottobre, giorno di scadenza per gli adempimenti, tramite posta ordinaria cartacea e tramite PEC. “Tuttavia sulla lettera di risposta del 20 ottobre pubblicata dal Sindaco Di Nino non c’è il timbro e il relativo numero di protocollo che ne dimostrino l’effettivo invio. Dopo la nostra richiesta d’accesso agli atti, sollecitata ben 4 volte, arrivano le conferme: la lettera non risulta partita dal protocollo del Comune e non risulta arrivata all’Ufficio Speciale di Fossa. Strano poi che la risposta via PEC del sindaco sia stata inviata il 22 novembre, più di un mese dopo la scadenza dei termini, sapendo che sarebbe stato inutile” sostiene ancora il Pd. Immediata la replica del sindaco Antonella Di Nino. “Sulla ricostruzione prendo atto che il Pd, il solo ad avere responsabilità per documentazioni incomplete o inesistenti sul mancato arrivo delle risorse, insiste nelle ricostruzioni fantasiose e sconclusionate” afferma il sindaco, ribadendo che gli adempimenti sono stati compiuti, sebbene il termine del 20 ottobre non fosse perentorio ma solo indicativo. Il sindaco inoltre ripete che tutto è provato da documentazione. “Rispondendo alla istanza di accesso agli atti del Pd di Pratola Peligna, i responsabili degli uffici preposti hanno confermato che nella data del 20 ottobre 2017 avevano firmato unitamente al sindaco la comunicazione per essere spedita in formato cartaceo e che la stessa è stata successivamente inoltrata via Pec” conclude Di Nino, accusando invece i predecessori di non aver prodotto nulla in fatto di progetti per il dopo terremoto, rimediando solo “un’ennesima magra figura”.