DECIMO NO CONSILIARE ALLA CENTRALE SNAM, PROTESTE IN AULA DEI COMITATI: VOGLIAMO ESSERE ASCOLTATI DAL CONSIGLIO

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La tensione nell’aula consiliare di palazzo S.Francesco è esplosa proprio alla fine di un lungo pomeriggio di seduta, per votare la decima delibera contro la centrale Snam, con i giochi che sembrano ormai avviarsi a chiusura, aggrappati alla speranza del ricorso al Tar e di un passo indietro da Roma. I comitati ambientalisti hanno protestato a gran voce, dopo che in aula il presidente del Consiglio comunale, Katia Di Marzio, ha respinto la proposta venuta dalla minoranza di un’audizione degli stessi comitati, seduta stante. “Il regolamento del consiglio non consente un’audizione decisa seduta stante ma solo se prevista appositamente nella convocazione della seduta consiliare” ha spiegato il presidente. Ma questo non è bastato a fermare la rabbia e la protesta dei comitati che chiedevano un’audizione immediata, per non perdere altro tempo quando i tempi ormai stringono. E’ stato necessario l’intervento della forza pubblica per riportare la calma. La delibera votata all’unanimità, tra tante assenze in aula, impegna il sindaco dimissionario, Annamaria Casini, alla costituzione di un gruppo multidisciplinare di tecnici con funzioni di supporto e consulenza per l’amministrazione comunale per la stesura del ricorso al Tar Lazio sulla delibera del Consiglio dei ministri, che ha dato via libera alla realizzazione del progetto di centrale Snam a Case Pente. Inoltre impegna il sindaco a sensibilizzare tutti i parlamentari abruzzesi per promuovere azioni utili a scongiurare il progetto Snam e gli stessi candidati alle prossime elezioni politiche perché nei loro programmi elettorali si dichiarino contrari alla centrale. Una lunga sospensione della seduta ha preceduto il voto in aula, dopo che i gruppi di maggioranza hanno chiesto e ottenuto che nella delibera venisse ricordato l’atto estremo del sindaco Casini, che subito dopo la delibera del Consiglio dei ministri ha scelto la strada delle dimissioni.

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