SANITA’, SALVATI REPLICA AD ACCUSE PD: IL CONSIGLIO COMUNALE NON HA COMPETENZA, TUTTO DIPENDE DAL DECRETO LORENZIN

“Sono davvero esilaranti le accuse che mi vengono rivolte insieme con il consigliere Luigi Santilli di aver votato a favore del declassamento dell’ospedale di Sulmona. Ormai il loro dilettantismo rasenta il paradosso”. E’ la dura replica del consigliere comunale Roberta Salvati, ex presidente del circolo dem sulmonese, al Pd. “Parlano di cose che non conoscono. Il consiglio comunale non ha alcuna competenza in materia di rete ospedaliera. La classificazione dell’ospedale di Sulmona non ha nulla a che vedere con le decisioni del Comune ma dipende, cosa che vogliono continuare a far finta di non comprendere, dal Decreto ministeriale 70 noto come decreto Lorenzin” dichiara Salvati, spiegando che “è il decreto che stabilisce i criteri in relazione al bacino di utenza la classificazione tra ospedali di secondo livello, ospedali di primo livello, ospedali di base. Criteri di classificazione che sono alla base del piano sanitario regionale . Sono certa che da questo punto di vista il circolo di Sulmona ed i suoi dirigenti non hanno idea di cosa stanno parlando. La differenza tra me e loro é che io non attacco le politiche del partito a livello nazionale e regionale. Cerco di studiare i problemi e di trovare, insieme con la maggioranza di cui faccio parte, le soluzioni. E rivendico i risultati che abbiamo ottenuto d’intesa con la Giunta Regionale
. A partire dai 17 milioni di euro per il nuovo ospedale. 
É dunque falso che io abbia votato a favore del declassamento, in quanto in questo il circolo di Sulmona mente sapendo di mentire.
É invece vero che ho votato a favore dell’avvio di un confronto per un ospedale unico del centro Abruzzo che è l’unico modo per avere in prospettiva un ulteriore potenziamento dell’ospedale peligno. Lascio al circolo Pd sulmonese le loro incoerenze e lo stato confusionale che li porta a non rendersi conto che un partito di governo dovrebbe proporre soluzioni e ottenere risultati non cavalcare la protesta contro i propri esponenti che governano la Regione e quindi in definitiva contro se stessi”.