IL GRAN CALDO “MANGIA” LA NEVIERA DEL MONTE SIRENTE

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Il gran caldo si è mangiato la Neviera del Sirente. L’enorme riserva di acqua che solitamente resisteva sino a settembre per poi riprendere consistenza nei mesi invernali, quest’anno è scomparsa già dal mese di luglio nonostante le abbondanti nevicate di febbraio. L’amara scoperta è stata fatta da un gruppo di escursionisti che come ogni anno si sono recati nella zona, ad oltre 1.700 metri di quota, per apprezzare il fresco e la bellezza del canalone San Vincenzo. Gli stessi che hanno documentato con foto la totale assenza di neve e ghiaccio. Un duro colpo per il microsistema ecologico della zona e per la sete degli animali. La scomparsa repentina della Neviera rappresenta anche un grido di allarme per la tenuta delle falde acquifere della Valle Subequana alle prese con siccità e caldo. L’enorme cumulo di neve che solo nell’agosto 2013 superava i tre metri di altezza ed era lunga oltre 140, nel passato era utilizzata come cava di ghiaccio. Un lavoro duro portato avanti dai residenti di Secinaro che si recavano nell’area con sacchi di iuta e paglia con cui garantire un minino di isolamento al ghiaccio. Poi con speciali attrezzi staccavano enormi pezzi di ghiaccio che trasportavano a valle. Questi venivano stipati a loro volta in speciali stanze realizzate sottoterra e chiamate a loro volta Neviere. Una di queste è ancora visibile nel comune di Goriano Sicoli proprio nei pressi dell’antica Tiburtina. Da qui i blocchi arrivavano sino alla Puglia dove,sotto forma di granite facevano la felicità dei bagnanti.

C.f.

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