PIATTI “NOstrani” NEL CONNUBIO TRADIZIONE E INNOVAZIONE

Condividi

Quando a tavola la tradizione incontra l’innovazione diventa un gustoso connubio  gastronomico dove i re indiscussi sono i prodotti tipici locali e l’estro creativo di giovani chef in erbaPiatti “NOstrani” sono stati protagonisti di una serata nei locali di Bono Vino&Caffè a Sulmona, all’insegna della prelibatezza figlia del territorio peligno.  Un ritorno alle origini  e un omaggio alla cucina abruzzese il menù preparato dal sulmonese Domenico Ciotti, tra i fornelli in cui ha avviato la sua formazione professionale agli esordi, prima di emigrare a Bologna. Ricerca e semplicità sono state le parole chiave nell’interpretare cinque piatti a base di Zafferano e Ceci di Navelli, di formaggio “gregoriano”di Scanno, utilizzando il grano di Solina della Valle Peligna, i mugnoli di Pettorano sul Gizio, il confetto nella rielaborazione di un dolce accompagnato dal “Parrozzo e Oro” e dalla Ferratella sulmonese “con cremoso all’Aurum”.  Alla degustazione sensoriale a base di cibi “veri”del territorio provenienti dalla filiera corta, erano presenti il medico nutrizionista Antonio Pacella e il fiduciario della Condotta Peligna di Slow Food, Giorgio Davini.

foto3

Il giovane chef ha spiegato di aver realizzato le nuove ricette seguendo tecniche innovative, portando a creare la “Cicerchiata e Zafferano al cucchiaio”, rifacendosi al dolce classico della antica tradizione legata al capodanno o al carnevale aggiungendo il famoso prezioso ingrediente  dell’Abruzzo interno. La “bistecca del pastore”, servita come seconda portata, è stata la rievocazione di un piatto semplice e povero: non una bistecca di carne, come si potrebbe pensare dal nome, ma una bistecca di formaggio, rivalutata dalla produzione casearia di Nunzio Marcelli, presidente dell’Arpo, di Anversa degli Abruzzi. “Oggi, quando il web è il pane quotidiano, trovare chi cerca di valorizzare pastorizia e territori abruzzesi, mettendo a disposizione le proprie conoscenze, è motivo di grande orgoglio”. E’ stato il pensiero che ha messo d’accordo i numerosi commensali della serata. Dopo aver fatto assaggiare il “Risotto al gregoriano e ventricina” , dove il formaggio che prende il nome dal suo produttore, Gregorio Rotolo di Scanno, ha incontrato la ventricina tipica del territorio abruzzese al confine con il Molise, si è passati a degustare la “Pecora con riduzione di mosto cotto”, seguita da “Mugnoli e patate”,  accompagnati dal pane di Solina, prima del dulcis in fundo. Una sperimentazione in cucina di tecniche moderne, condite da uno sguardo entusiasta di un giovane in carriera che fa delle proprie radici e del passato un elemento di forza su cui far leva per conquistare animo e palato.

foto2

Condividi