“TERRA VIVA”, INAUGURATO IL MERCATO “NOSTRANO”

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Taglio del nastro ieri per “Terraviva” la bottega di via Federico II, un consorzio di quindici produttori i quali hanno scelto di fare rete per affrontare la crisi (clicca qui).  Avanza l’idea degli amministratori di palazzo San Francesco per un marchio comunale sui prodotti tipici. I locali, recentemente restaurati, ospitano prodotti della terra peligna, come il pane e la pasta al grano di solina, l’aglio rosso, formaggi di Anversa degli Abruzzi, prodotti  dell’orto surgelati con il marchio Pescasseroli, e non solo reparto alimentare, ma anche merce creata con la lana delle pecore allevate presso la “Porta dei Parchi” di Anversa.  In sostanza si potrà fare la spesa come direttamente in azienda. Non un mercato, ma uno spazio dove la filiera corta è realmente fruibile e dove sarà facile incontrare e conoscere i produttori dai quali si acquista.  Un luogo attivo e culturale, in cui si organizzeranno eventi a tema, laboratori sulle buone pratiche, incontri specifici con i produttori, visite nelle aziende e promozione del territorio attraverso un info point, dando spazio alla pluralità di eventi e organizzazioni presenti.  “Credo che in questo momento di difficoltà  la vendita diretta senza intermediari porterà giovamento sia al consumatore che al produttore” ha affermato l’assessore regionale Mauro Febbo che ha inaugurato le stanze insieme agli assessori comunali Vincenza Giannantonio e Stefano Goti, con i Consiglieri Santilli e Salvati, l’ex sindaco Federico e l’ex assessore comunale Iommi, fautori originari dell’iniziativa. Secondo Febbo “il consumatore qui avrà benefici potrà trovare roba fresca, di qualità e a un prezzo conveniente superando una serie di passaggi. Ma trova giovamento anche il produttore agricolo ” grazie alla vendita diretta. “E’ parte questa” aggiunge ” di una serie di iniziative su tutto il territorio che ha fatto la Regione. Con una legge regionale ad hoc. Il settore primario è stato troppo tempo mortificato, forse la crisi ci fa riscoprire l’agricoltura, che cos’è il buon mangiare e il made in italy che dobbiamo imparare a valorizzare, a gustare e ad esportare”. Non solo gli attori primari del consorzio dei vari produttori di olio, aglio, vino, ma tanti cittadini non sono voluti mancare all’appuntamento. Non è un mercato  o un magazzino merci, hanno tenuto a precisare, ma uno spazio in cui sarà spiegato anche cosa vuol dire mangiare genuino, con una mano tesa anche  ai gruppi di acquisto solidale.

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