VIAGGIO OLTRE LA FRANA NELLA VALLE DEL SAGITTARIO

Viaggio oltre la frana che isola e divide. Anche nella morte. Come la scena di ieri per il trasbordo di un feretro per il funerale: un carro funebre da un lato, uno dall’altro, la bara portata a spalla nello stretto corridoio tra la montagna e lo strapiombo di 50 metri sulla provinciale 479 che collega con la Valle Peligna.  Difficile la vita da quasi una settimana per gli abitanti dell’alta Valle del Sagittario alle prese con la voragine sulla Sannite nel comune di Anversa degli Abruzzi, smottamenti di terreno in due zone dello scannese (in via Tanturri e in località Valichitto) e il rischio idrogeologico che incombe e spaventa divenendo realtà in poco tempo. Da una parte la politica, con le sue polemiche e comunicati stampa, dall’altra la gente. Quella che dal primo mattino è costretta ad assicurarsi doppi mezzi di trasporto dall’una e dall’altra parte. Quella più anziana che si sente fragile, piangendo mentre si ripara la fronte dal forte vento, con in mente la fretta di arrivare all’ospedale di Sulmona per la dialisi, mentre cammina a piedi su quella strada di montagna, immersa in un  paesaggio mozzafiato da cartolina. La situazione è seria. Non pochi i disagi che sono costretti ad affrontare i residenti di Scanno e Villalago, isolati di fatto, dal momento in cui è venuto giù quel muretto a sostegno sulla provinciale 479, chiusa al traffico ormai dallo scorso giovedi. Siamo andati a documentare la situazione. Dalla parte del cittadino. Abbiamo lasciato l’auto al limite, come fanno tutti, nel piazzale antistante la nuova galleria della variante di Anversa degli Abruzzi (foto) divenuto parcheggio alla buona, dove gli autobus scaricano gli studenti e i pendolari, per salire, poi, su una navetta al di là della frana fino al bivio per Castrovalva, dove un altro mezzo di trasporto li condurrà a destinazione. A fare da cicerone in quest’avventura è uno scannese doc che ci accompagna a piedi nel percorso. I primi che incontriamo (foto) sono quattro operai in forza alla Magneti Marelli di ritorno dalla giornata di lavoro, stanchi in volto, dato che sono svegli dalle 4 di mattina, raccontando di essersi organizzati a staffetta con le macchine tra loro, ma di non sopportare già più quella scomodità. Anche loro sistemano nel piazzale l’auto che riprenderanno domani mattina. Circa cinquecento i metri che distano dal luogo incriminato,  in cui, con i tiranti issati, proseguono gli interventi per il ripristino della viabilità in tempi stretti. Ne avranno almeno fino a Pasqua, quando si spera si possa dare spazio al senso unico alternato. Un via vai continuo di residenti, rigorosamente a piedi, armati di pazienza, di solidarietà per alleviare un momento che si sopporta solamente turandosi il naso. Salutiamo un impiegato comunale che fa la staffetta con una collega,  un cittadino in attesa  di una farmacista per il rifornimento di medicinali, e poi ancora  signore di ritorno dal capoluogo peligno. Sorrisi amari, rassegnati, ma si va avanti. Un’altra auto ci attende dopo altri 500 metri circa dal punto in cui il terreno ha ceduto e attraversiamo l’alta Valle del Sagittario che continua ad accusare colpi al suo assetto idrogeologico. Smottamento del terreno, due giorni fa, nel centro abitato di Scanno, in via Tanturri (foto) subito transennata e messa in sicurezza. Anche qui non pochi i disagi, come l’interruzione dell’illuminazione pubblica, ma in sostanza resta solamente la paura tra la popolazione che si sente impotente e isolata.  La strada, che si trova a monte del paese, non è stata chiusa. Silenzio e atmosfera quasi ovattata nell’antico borgo, uno dei più Belli D’Italia .”Nel week end era un deserto, nessun turista ovviamente”  dice una signora, incrociando le dita pensando anche al turismo delle prossime vacanze pasquali. Non sarà semplice ripristinare i collegamenti al meglio con la Valle Peligna. Altra arteria, altra frana. In località “Valichitto” (foto) il pavimento sottostante la 479 che conduce a Passo Godi e collega con l’Alto Sangro ( che dista circa un’ora e mezza da Scanno) ha ceduto, lasciando in piedi, tremolante, il muretto a sostegno. Un territorio, insomma, allo stremo, con la paura dietro l’angolo e la ruspa  in azione. Uno sguardo al lago, il cui livello è risalito, e ci incamminiamo per scavalcare nuovamente il buco in pancia sulla 479.

g.s.

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tutto comincia da qui, dal parcheggio di Anversa degli Abruzzi

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le auto parcheggiate lungo la strada a sinistra. in lontananza il parcheggio di Anversa

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Via Tanturri, centro abitato di Scanno

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auto parcheggiate lungo la Sannite pronte per riportare a casa gli scannesi di ritorno da Sulmona

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frana in via Tanturri, Scanno paese.

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frana, zona “Valichetto”, strada provinciale 479 che conduce a Passo Godi e collega con l’Alto Sangro

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lago, smottamento terreno cinque anni fa.